
Il rischio di carenza farmaci fuori brevetto torna al centro del dibattito europeo, con un appello formale a Ursula von der Leyen da parte dei produttori di generici e biosimilari. L’associazione Medicines for Europe ha proposto un piano d’azione in cinque fasi per scongiurare l’introduzione di dazi e tutelare un settore strategico per la salute pubblica e la sovranità sanitaria dell’Unione.
Secondo Medicines for Europe, l’introduzione di dazi sui farmaci e sui principi attivi avrebbe effetti regressivi, danneggerebbe le catene di approvvigionamento globali e porterebbe a una concreta scarsità di medicinali essenziali. Il rischio della carenza farmaci fuori brevetto non è più una minaccia teorica, ma una prospettiva concreta che potrebbe compromettere l’accesso alle cure per milioni di cittadini europei.
L’associazione ha ricordato come le economie avanzate, negli anni, abbiano sostenuto le norme dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) per esentare i farmaci dai dazi, proprio per evitare distorsioni in un settore così sensibile. Tornare indietro significherebbe disconoscere quegli stessi principi.
Il piano presentato alla Commissione Europea denuncia anche l’eccessiva complessità normativa che grava sull’industria farmaceutica europea. L’obiettivo dei produttori è semplificare senza sacrificare la sicurezza, in modo da garantire un accesso stabile e continuo ai farmaci generici e biosimilari.
Il piano proposto riguarda anche la necessità di accelerare l’attuazione delle politiche industriali previste da strumenti come il Critical Medicines Act e il Biotech Act. Per affrontare il rischio saranno necessari aiuti di Stato mirati, agevolazioni fiscali e misure di compensazione per affrontare lo shock competitivo derivante dall’imposizione di nuovi dazi. A tutto ciò si aggiunge la richiesta di adottare una legislazione farmaceutica comunitaria che bilanci incentivi e sostenibilità economica, con norme chiare per favorire la concorrenza alla scadenza dei brevetti e accelerare la transizione digitale del settore.
Infine, i produttori invocano un’azione politica decisa per rafforzare l’autonomia strategica europea in ambito sanitario. Il rischio della carenza farmaci fuori brevetto non può essere affrontato dai singoli Stati, ma solo attraverso una risposta unitaria, fondata sulla solidarietà e su una visione comune dell’accesso equo ai medicinali. La priorità dovrebbe essere chiara: garantire la sicurezza dell’approvvigionamento, contenere i costi per i sistemi sanitari nazionali e tutelare il diritto alla salute di tutti i cittadini europei, indipendentemente da frontiere e interessi commerciali.
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...