
Ritornano i rapimenti di massa in Nigeria: i funzionari locali hanno reso noto il rapimento di 150 persone e l’uccisione di otto civili. Un grande gruppo di uomini armati ha invaso il villaggio di Kuchi venerdì notte. Il rapimento si sospetta sia stato opera del gruppo militante islamico nigeriano Boko Haram. Un funzionario locale, Aminu Abdulhamid Najume, ha dichiarato alla BBC che la maggior parte delle persone rapite sono donne e bambini e che gli uomini uccisi erano cacciatori della zona che cercavano di garantire la sicurezza.
L’attacco si è verificato la sera del 24 maggio e, sempre secondo quanto riportato da Aminu Najume, gli uomini armati sono entrati nel villaggio di Kuchi in moto ed hanno addirittura passato del tempo cucinando cibo, preparando il tè e saccheggiando le case prima di andarsene più di due ore dopo. Najume ha riferito che a bordo di ogni moto vi erano tre persone e che nessun aiuto è arrivato durante l’assalto al villaggio. Le notizie sono poi state anche confermate da una fonte delle Nazioni Unite. Inoltre, un’agenzia di salvataggio statale nigeriana (SEMA) ha confermato che sono state rapite più di 100 persone.
Amnesty International ha scritto sui social: “Amnesty International chiede alle autorità nigeriane di porre fine a questa ondata di rapimenti e di assicurare i sospetti autori alla giustizia. I frequenti rapimenti e le uccisioni di massa sono una chiara prova del fallimento delle autorità nel proteggere le persone”. Anche il mese scorso diversi villaggi erano già stati presi di mira da bande che effettuano rapimenti a scopo di riscatto. Il punto sta nel capire se questi gruppi armati sono anch’essi legati a Boko Haram.
Il gruppo militante islamico nigeriano Boko Haram crea ormai da anni il caos nel paese più popoloso dell’Africa attraverso un’ondata di attentati, omicidi e rapimenti. Il suo scopo è quello di rovesciare il governo e creare uno stato islamico. Boko Haram punta e promuove una versione dell’Islam che rende “haram“, ovvero proibito, ai musulmani la partecipazione a qualsiasi attività politica o sociale associata alla società occidentale.
Il nome ufficiale del gruppo è Jama’atu Ahlis Sunna Lidda’awati wal-Jihad, che in arabo significa “Persone impegnate nella propagazione degli insegnamenti del Profeta e della Jihad”. Ma i residenti nella città nord-orientale di Maiduguri, dove il gruppo aveva il quartier generale, lo hanno soprannominato Boko Haram. Tradotto liberamente dalla lingua Hausa della regione, questo significa “l’istruzione occidentale è vietata“. Inizialmente, Boko Haram si faceva riconoscere attraverso uomini armati in moto che uccidevano chiunque li criticasse: poliziotti, politici, ma anche civili. La furia del gruppo islamico si è poi estesa compiendo attacchi sempre più cruenti nella Nigeria settentrionale e centrale.
Dichiarato un gruppo terroristico dagli Stati Uniti nel 2013, ad oggi Boko Haram ha una forza di migliaia di uomini (secondo i funzionari della CIA circa 9000) e cellule specializzate nei bombardamenti. Inoltre, attraverso le sue incursioni nelle basi militari e nelle banche, possiede enormi quantità di armi e denaro.
Nell’aprile 2014, Boko Haram ha ricevuto una condanna internazionale per aver sequestrato 276 studentesse dalla città di Chibok, nello stato di Borno, affermando che sarebbero state trattate come schiave e le avrebbe sposate. Quest’ultimo è un riferimento ad un’antica credenza islamica secondo cui le donne catturate nei conflitti sono considerate bottino di guerra. Un rapimento che ha scioccato il mondo e ha scatenato una campagna globale per #BringBackOurGirls, promossa anche da Michelle Obama.
Le ragazze avevano tutte un’età compresa tra i 12 ed i 17 anni. Nonostante 57 di loro siano riuscite a scappare ed altre sono state liberate, molte potrebbero ancora essere nelle mani di Boko Haram. Ma i rapimenti di massa in Nigeria non sono una novità. Infatti, Save the Children documenta che dal 2014 a oggi più di 1.600 bambini sono stati rapiti nel nord del Paese.
Il 2024 continua ad essere un anno buio per la Nigeria. Il 3 marzo sospetti combattenti di Boko Haram hanno rapito almeno 400 sfollati, per la maggior parte donne e bambini, da tre campi nello stato di Borno. Il 7 marzo centinaia di uomini armati in motocicletta hanno fatto irruzione in una scuola dello stato di Kaduna, portando via con sé almeno 287 studenti ed i loro insegnanti. Il 9 marzo 15 bambini e bambine e quattro donne sono state rapite in una scuola nella città di Gada, nel nord-ovest del paese.
La maggior parte dei rapimenti in Nigeria avviene nelle scuole. Rapire studenti e bambini “rende più facile” ottenere un riscatto, data la pressione dei media nazionali e internazionali e dell’opinione pubblica nigeriana per la loro liberazione. Secondo l’Armed Conflict Location and Event Data Project, solo nel 2023 sono state rapite 3500 persone in Nigeria.
Isa Sanusi, direttore di Amnesty International Nigeria, ha dichiarato: “È chiaro che il presidente Bola Tinubu e il suo governo non hanno effettivamente un piano. Bisogna porre fine ad anni di atrocità da parte dei gruppi armati, che hanno ormai il pieno controllo di molte parti della Nigeria. Non c’è una misura che funzioni”.
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