
Roberto Saviano torna in Rai con Insider, il programma dello scrittore censurato un anno fa da quella che lui chiama “TeleMeloni“. Su X ha scritto: “La pressione delle associazioni dei parenti delle vittime di mafia e le petizioni dei miei lettori, hanno spinto la Rai a cambiare direzione e decidere di mandarlo finalmente in onda. Quando un lavoro del genere viene censurato, si lascia intendere che occuparsi di mafia sia un atto ideologico e di parte. Non è così. La lotta antimafia appartiene (o almeno dovrebbe appartenere) a tutti“.
Ma perché il programma era stato censurato inizialmente? Insider, annunciato nel luglio del 2023, fu sospeso in seguito alle parole di Roberto Saviano contro Matteo Salvini, definendolo “Ministro della Mala Vita“. La Rai giudicò “il linguaggio utilizzato ripetutamente dal giornalista non in linea con il Codice etico che ispira il servizio pubblico”, eliminando così il programma dai palinsesti. Ma Insider non è mai caduto nel dimenticatoio. Saviano ha “tenuto vivo” il programma parlandone non solo nei giornali ed a teatro, ma anche in note trasmissioni televisive, costringendo così la Rai a mandare in onda la trasmissione. Lunedì 2 settembre va in onda su Rai3 la trasmissione di Roberto Saviano e lo scrittore scrive su X: “Se Insider è in onda, adesso, è solo grazie a chi ha preteso che la Rai lo trasmettesse. Grazie”.
Le accuse dello scrittore alla Rai ed al governo Meloni non si fermano a delle “frecciatine” velate riportate su X sottoforma di ringraziamenti. Il programma di Saviano va in onda, ma lui, non contento, continua ad accusare i suoi “oppressori” e qualche ora prima della trasmissione dice: “Insider non è una trasmissione antigovernativa. Nella Rai governata dall’estrema destra e da questo governo hanno interpretato il racconto delle mafie come un racconto contro di loro”. Ma se il programma è andato in onda, perché lo scrittore continua a parlare di censura?
C’è una risposta anche per questo. Saviano afferma: “La censura c’è eccome. Perché quindi mi mandano in onda? No, non c’è stato alcun cambio di passo. Sono stati costretti“. Ora, nonostante quello di Saviano appaia come un mero vittimismo, la questione resta. Perché la Rai avrebbe congelato un programma che parla di mafia, per poi riproporlo dopo un anno? Quello che è sicuro è che grazie ad associazioni antimafia e a parenti di vittime delle mafie che hanno scritto all’amministratore delegato della Rai, oggi si continua a parlare di uno degli argomenti più sensibili della storia italiana. Parlare di lotta alla criminalità organizzata è un dovere non solo civile, ma soprattutto mediatico e politico.
Ciò che è successo tra Roberto Saviano e la Rai, non è però l’unico scivolone della Rai. Anzi, forse quello di Saviano è l’unico caso con un lieto fine. Lo scrittore campano parla di censura, ma l’emittente pubblica quando vuole censurare davvero lo fa e basta. Recentissimo il caso del fisico del Cnr Antonello Pasini, tra i primi in Italia ad occuparsi di cambiamento climatico e delle sue devastanti conseguenze. Pasini vede tagliata la sua dichiarazione sul climate change dal TG1. Non lontano anche il caso Scurati, quando il monologo dello scrittore fu censurato.
Il caso coinvolse anche la giornalista Serena Bortone che, in seguito alla censura, ha denunciato sui social la mancata messa in onda del monologo di Antonio Scurati sul 25 aprile, previsto inizialmente nel programma “Che sarà”. Già all’inizio di maggio, l‘Usigrai, il principale sindacato delle giornaliste e dei giornalisti della Rai, aveva spiegato le ragioni di uno degli scioperi più consistenti degli ultimi anni in Rai. Precisamente avvenuto il 6 maggio 2024, lo sciopero, tra le varie proteste, sosteneva quella dei ” tanti tentativi di condizionamento più o meno evidenti messi in pratica da dirigenti e direttori nei confronti dei giornalisti, con l’obiettivo, secondo il sindacato, di compiacere il governo di Giorgia Meloni”.
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...