

Così esordisce Rosaria Troisi, sorella del grande attore e regista Massimo Troisi, al Teatro Rostocco di Acerra dove, nelle vesti di madrina della stagione teatrale “Frontiere” 2018 /2019 ha inaugurato la nuova sala Minollo, la quale diventerà uno spazio polifunzionale in aggiunta alla sala principale. Ospiterà i laboratori per gli attori emergenti e durante gli spettacoli si trasformerà in ludoteca gratuita.
Dopo aver tagliato il nastro per l’inaugurazione, Rosaria ha incontrato il pubblico del Teatro ed ha presentato il suo libro “Oltre il respiro”, dedicato al fratello e scritto con L
illy Ippoliti. Erano presenti all’incontro la giornalista Caterina Vesta, il giornalista Claudio Lombardi e il direttore artistico del Teatro Rostocco, Ferdinando Smaldone. L’incontro inizia con una preghiera dal titolo “Stanotte”, tradotta in napoletano da Massimo Troisi e trovata dalla sorella, che l’ha recitata al pubblico.
L’enfasi e l’emozione in sala era tantissima, tanto da sentirsi a casa in un salottino con amici. «La generazione dei nostri genitori era molto diversa da quella di oggi» dice Rosaria.
«Quando era piccolo Massimo, ad una recita scolastica, fu scelto tra tantissimi bambini per interpretare la parte di Pinocchio.
Quando nostra mamma lo venne a sapere non ne fu così entusiasta come fanno le mamme di oggi. Successivamente dopo la perdita di mamma, gli amici di Massimo, per farlo distrarre lo portarono con loro; stavano preparando sul palco adiacente alla chiesa “Napoli Milionaria” di Eduardo de Filippo e lo coinvolsero. A lui piaceva recitare, quindi ci chiese di andare a vederlo e alla serata del debutto, con la sua bravura, oscurò tutti tanto che nostro padre rimase meravigliato.
Iniziò poi a fare altri progetti, insieme agli amici si autofinanziarono scegliendo un altro posto per provare le loro commedie. All’inizio in platea c’era poca gente, ma man mano il suo pubblico crebbe tantissimo.
Massimo è stato quel talento che ha incontrato l’occasione giusta e ce l’ha fatta con le proprie forze. La nostra famiglia era una famiglia discreta, religiosa, rispettosa, unita. Io e Massimo avevamo un ottimo rapporto, eravamo complici».
Qual è il messaggio che vuole mandare con questo libro “Oltre il respiro”?
«Un messaggio d’amore sicuramente. Massimo, nel suo ultimo saluto ai colleghi dopo aver girato il film “Il Postino”, alzando il bicchiere con le ultime forze che gli restavano disse “ricordatevi di me” e noi lo ricordiamo con il nostro affetto. Sono sicura che ci sorride da lassù».
“Oltre il respiro” è quindi un libro emozionante. È scritto in chiave familiare, raccontando aspetti e aneddoti sconosciuti di un uomo, un attore, un regista sensibile e talentuoso come è stato Massimo Troisi che resterà sempre nei nostri cuori.

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