
l motivo per cui questo film è nel Top di questo mese è anche il motivo per cui (per me) non va oltre l’essere un ottimo film, nonostante le potenzialità per diventare quantomeno un capo d’opera. Questo perché, oltre al fatto che l’idea di base del film è una puntata di Due Fantagenitori in forma evoluta, la sua messa a punto ha dei tratti che, non dico non vengano chiariti bene, ma sembrano autolimitarsi per poter lasciar spazio all’eccessiva “instagrammabilità” del film. Perché, diciamocela tutta, Obsession è stato accolto come se fosse rinato l’horror a basso budget, mentre, se seguite anche solo una stupida rubrica di cinema come questa, sapete che questo è rinato già da un pezzo, con film anche molto migliori. Questo grazie al fatto che molte scene e dialoghi del film sembrano allestiti appositamente per andare in qualsiasi algoritmo social di ogni pischello. Obsession è un film che poteva parlare molto di più della semplice “tossicità” sentimentale in senso generale, e in un certo senso lo fa, ma solo per chi è abbastanza scaltro da capirlo; tutti gli altri si sono inevitabilmente fermati ad un uomo che vive egoisticamente l’amore, con la complicità di Curry Barker.
Ah, ecco, a proposito del regista. Ora che ci siamo levati di mezzo i lati negativi del film, possiamo parlare del fatto che un ventiseienne con meno di 1 milione di euro abbia creato un horror che fa accapponare la pelle. Ecco perché possiamo trovare tutti i difetti che vogliamo, ma Obsession non può non andare nel Top di questo mese. Lo youtuber americano conferma, dopo Jordan Peele, che far parte di un duo comico di sketch è un’ottima gavetta se vuoi diventare un regista horror, dato che il confine tra grottesco comico e grottesco macabro è molto sottile e labile. Il pessimismo di Barker, che non lascia spazio neppure ad una redenzione finale della figura maschile, è la prova del fatto che questo mio coetaneo ha tutte le carte in regola per farmi sentire un fallito molte altre volte in cui lo vedrò sul grande schermo, mentre starò qui a cercare il pelo nell’uovo nei suoi film per non ammettere la verità: nel 2026 l’astro nascente dell’horror non è Luca Capone, come credevo da bambino, ma un odioso biondino con le labbra schifosamente carnose.
Alzi la mano chi sapeva dell’uscita di questo film (se ti strappi le vesti per ogni cosa del franchise di Star Wars non vale). E infatti, sorpresa delle sorprese, è il peggior debutto di sempre per un film di Star Wars. E sta pure andando meglio delle aspettative. Verrebbe da dire che questa strana scelta di non effettuare praticamente alcuna strategia di marketing per pubblicizzare il film sia voluta, a causa dell’incapacità di pensare a quale possa essere il senso di sponsorizzare un film così inutile.
Un lungo episodio della serie sul mandaloriano, che però, per essere fruibile anche per chi non ha visto le tre stagioni, è completamente slegato dalla storia principale. Ovviamente il risultato è un film che non conquista nessuna delle due categorie, né chi non ha visto la serie né chi l’ha vista. Per i primi, per quanto la storia sia autonoma e slegata, si scagliano ad ogni modo addosso una serie di personaggi, di ambienti e di dinamiche che lo spettatore non conosce e che ovviamente il film non spiega. Per i secondi è davvero difficile capire perché sprecare due ore per un film
che è completamente inutile, poiché facente parte di una storia secondaria. È come se qualcuno volesse fare un film su Scrubs ma, per renderlo fruibile anche ai non fan della serie, scegliesse di di basare la storia sulla puntata musical.
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