
È stata una delle personalità più luminose ed enigmatiche del Novecento. Festeggiata e applaudita nel mondo intero già dagli anni Trenta, con la sua inimitabile verve e quel corpo capace di disarticolarsi in una improbabile figura al tempo stesso comica e sensuale, non smise mai di reinventarsi e di stupire, dagli esordi americani degli anni Venti fino alla scomparsa nella sua amata Parigi, nel 1975. Attrice di Teatro e di Cinema, ballerina, cantante, intrattenitrice, partigiana e agente segreto nella lotta contro il nazismo, paladina antirazzista, animalista, attivista nel campo dei diritti umani, la sua vita è stata un turbine di leggerezza, di coraggio, di intelligenza e di follia. In questo libro di ricordi, raccolti fino al 1949 dal giornalista e scrittore Marcel Sauvage, Joséphine racconta dei suoi primi passi in una società convintamente razzista, i suoi inizi a Parigi con la “Revue nègre”, il suo trionfo alle Folies-Bergère, i suoi amori, le sue passioni, i suoi viaggi in tutti i continenti, il suo impegno nella resistenza e nell’esercito, il rifiuto per una società americana segregazionista e benpensante, le lotte contro ogni pregiudizio. È un racconto scanzonato, buffo, sempre commovente e sincero nella sua calcolata leggerezza. Ma guai a non prenderlo sul serio, perché oggi il nome di Joséphine Baker è scolpito nel Panthéon dei francesi, accanto a Marie Curie, a Victor Hugo, a Simone Veil e ai grandi patrioti. Per sempre legata a quella Parigi che lei seppe far sognare e rendere felice, luminosamente ricambiata. Nasce nel 1906 a Saint-Louis, la città sul fiume Mississippi e approda per la prima volta in Francia nel 1925. Sceglie il paese europeo “che ha fatto di me ciò che sono”.

Nasce a Verona nel 1988; i genitori desideravano ardentemente che da grande avesse un “vero lavoro” e così si iscrive prima al Liceo e poi all’Università, laureandosi in Lingue Orientali alla Ca’ Foscari di Venezia. Si trasferisce a Sapporo (Giappone) e per tre anni insegna inglese ed italiano. Nello stesso periodo approda al web con lo pseudonimo Sio proponendo le avventure dell’Uomo Scottecs, un personaggio per nulla eroico e senza poteri super, tantomeno normali. La grafica è semplice: somiglia ad un rotolo di carta igienica e le sue gags sono rapide, veloci e talvolta demenziali! Sono storie che si intrecciano con altri attori improbabili i cui nomi preludono a scenari surreali, ma tutta la miscela viene proposta con cura meticolosa. Così il suo mondo si propone e comunica con bambini ed adulti attraverso la complicità di personaggi come Nonno Laser, il Bruco Gianluco, il Dottor Culocane. Sio non teorizza, non pratica approcci intellettuali ma si lancia in una produzione più che prolifica: sono già 6 i libri prodotti con il titolo “Evviva che bello” (ciascun volume raccoglie la produzione annuale di oltre 300 strisce). Sono lavori che si caratterizzano per salti improvvisi e dunque la relazione di realismo o coerenza visiva scompare o si interrompe. La lettura delle sue storie proposte con grafica semplice ed immediata, colorata o in bianco e nero, insegna che non sono necessari codici rigorosi e canonici per farsi comprendere e proporre contenuti efficaci.

Di Raffaele Mercaldo
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