
Come ogni mese, Informare consiglia ai lettori alcuni testi da sfogliare e leggere.

Il Maestro propone la sua opera “Odissea” guidato dalla capacità di un grande impatto visivo e narrativo; le sue tavole ad acquerello fondono la classicità con la sensualità tipica dell’autore, raccontando il poema omerico dalla prospettiva di Telemaco. I giudizi evidenziano la bellezza del disegno e l’uso del colore come linguaggio narrativo, apprezzando la scelta di concentrarsi sul figlio di Ulisse e la presenza di un testo di Manara stesso che si integra con i brani dell’Odissea. Le tavole ad acquerello si rappresentano “potenti e delicate”, rievocano paesaggi e volti in una grazia pittorica che richiama la tradizione classica intrisa della sensualità e libertà visiva di Manara. Il linguaggio narrativo del testo, affiancato dalla trasparenza dei colori, è destinato a raccontare ciò che non è possibile dire con le parole.
La scelta di raccontare l’Odissea dal punto di vista di Telemaco è certamente un approccio originale e di grande efficacia, arricchito da riflessioni e riscritture dello stesso Manara. Scegliendo Telemaco come narratore, Manara sposta il focus da Ulisse a chi lo attende, offrendo un punto di vista esterno e più “umano” sugli eventi. Riflesso di una società in cambiamento: la narrazione si concentra sull’inquietudine di Itaca, una terra senza re e assediata dai Proci, vista attraverso gli occhi del giovane principe che fatica a ristabilire l’ordine in assenza del padre. In sostanza, Manara utilizza lo sguardo di Telemaco per proporre un’interpretazione più intima e introspettiva del mito, concentrandosi sull’attesa, sulla crescita e sul rapporto padre-figlio, reinterpretando il classico in chiave moderna e personale.
Proprio la sensibilità e lo stile sensuale di Manara potrebbero non essere adatti a tutti i tipi di pubblico o a chi cerca una rivisitazione strettamente fedele: pazienza, poiché l’Arte, per sua stessa definizione, non potrà mai subire censura, di alcun tipo.

Si chiude la trilogia di Blade Runner, che muove i suoi passi nel 2039; replicanti bioingegnerizzati fanno parte della vita quotidiana. Quelli realizzati con tecnologie avanzate hanno compiti molto diversi tra loro: non è il peggio che si possa immaginare ma nemmeno il meglio. Vecchie categorie che cercano disperatamente di saltare fuori dall’urna: meglio o peggio per chi? Per cosa? La storia tracciata da Johnson, scrittore statunitense che ha armeggiato a lungo con Star Trek, Supergirl e Fringe si lega con un sottile filo rosso al primo Blade Runner interpretato da un giovane Harrison Ford ed un talentuoso Rutger Hauer agli inizi degli anni ’80. La struttura narrativa di BR 2039 reincontra, con i disegni dello spagnolo di Segovia Andres Guinaldo e i colori di Marco Lesko, atmosfere che gli appassionati hanno imparato ad amare, a partire dalle suggestioni di Ridley Scott.
Non vi diciamo altro del fumetto, ma sommessamente porgiamo un consiglio: evitate di leggere il terzo volumetto di BD 2039 senza aver incrociato i due numeri precedenti; mettereste a dura prova la vostra capacità di comprensione dell’intera vicenda.
di Raffaele Mercaldo
Leggi anche: RUBRICA. Leggere, che passione
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...