
Torna, come ogni mese, la rubrica “Minori” che dà spazio alle opinioni di giovanissimi collaboratori di Informare: Sole Funaro, giovane 16enne, e Claudio Longobardi, ragazzo di 17 anni.
Da classicista, ho sempre amato lo studio della letteratura, e l’approfondire la cultura che radicalmente ha formato ciò che è odierno mi ha sempre particolarmente incuriosito. Eppure, oggi più che mai, sento che molti ragazzi si stanno allontanando da tale realtà, non con l’intento di chi, peccando di superbia, non ritenga tali argomenti sufficientemente importanti. Io vedo tale discontinuità tematica come mera ignoranza, di chi avrebbe bisogno di conoscere il passato tramite un linguaggio più simile al proprio, simile alla modernità plasmata che lo circonda.
È possibile far coesistere i due mondi, è necessario e ineludibile affinché si sviluppi una consapevolezza basata su un senso critico differente, poiché differente è il contesto in cui vive il soggetto osservante. Ne è un esempio del fenomeno un film, a mio avviso molto interessante, “Mirabile Visione Inferno”, film del 2023 che rielabora l’Inferno di Dante in chiave moderna. Non racconta una storia tradizionale, ma mostra un viaggio nei gironi danteschi collegandoli ai problemi della società di oggi; è un viaggio profondissimo che incita alla riflessione anche i più attenti e intellettualmente intelligenti. Il film usa Dante per far capire che i peccati condannati nei gironi non appartengono al passato, ma esistono ancora fortemente nel mondo contemporaneo.
Si tratta di un mediatore tra due mondi che possono coesistere, è l’emblema di un potenziale e perfetto avvicinamento tra passato e presente, prodotto che realmente può avvicinare i giovani a un passato che potrebbe interessarli più di quanto credano. È essenziale, inoltre, notare come il nostro conoscere una realtà così computerizzata, lontana sotto certi aspetti dal passato, possa renderci ancor più coscienziosi e colti dal punto di vista di chi conosce la contrapposizione di due realtà così diverse ma possibilmente coesistenti; la chiave è l’apertura mentale e il presente non è una condanna, purché il passato indichi la strada.
di Sole Funaro, 16 anni
Credevo che il passaggio dai 17 ai 18 anni fosse qualcosa di astratto, credevo che non si notassero molti cambiamenti. Invece, adesso mi accorgo di quanto sia un momento cruciale per il mio percorso di vita e quante decisioni porteranno a conseguenze che dovrò affrontare per sempre. Tanti lo vivono tranquillamente il passaggio, senza farsi molti scrupoli, ma altri, come me, provano emozioni contrastanti. L’apparenza del voler crescere, del non avere restrizioni, si oppone al rischio di assumersi forti responsabilità.
Il contesto più importante in cui si rovescia tutto è la scuola: dall’avere docenti che ti seguono e che conoscono la tua personalità, si passa a docenti che probabilmente per tutti e cinque gli anni ti chiederanno ogni giorno di ripetere il tuo nome. Da non trascurare è l’angoscia che si prova quando si cade nel limbo dell’incertezza dell’università. Tutti gli adulti suggeriscono che è normale non avere le idee chiare e che bisogna scegliere ciò che ci piace.
Ma mi sorge una domanda: davvero chiunque possiede delle passioni? Molti ragazzi di oggi non hanno passioni concrete da poter mutare in fonti di sostenibilità certa per tutta la vita. Per alcuni, economicamente, è già difficile iscriversi o sostenersi all’università, fattore che condiziona fino a far abbandonare gli studi per potersi mantenere. Il tempo gioca un ruolo fondamentale: non tanto il famoso “anno sabbatico”, ma piuttosto il tempo che si può guadagnare anticipandosi. Abbiamo a nostra disposizione numerosi open-day per ricevere un’infarinatura generale della realtà universitaria, evitando perdite di tempo ed incertezze legate ai percorsi di studio.
A tutto ciò, si aggiunge la pressione che molti genitori conferiscono ai propri figli. L’amore e il desiderio di volerli vedere realizzati spesso non gli fa comprendere ciò con cui i figli si sentirebbero realizzati. Alcuni genitori lo fanno perché vogliono avere le redini del futuro dei figli in mano, altri hanno paura che i figli non sappiano gestire le situazioni. Non fatevi condizionare, la vita è la vostra!
di Claudio Longobardi, 17 anni
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