
Fino al 4 gennaio, lo spettacolo “Sabato, domenica e lunedì” sarà sul palco del Teatro Argentina a Roma. La commedia in tre atti di Eduardo De Filippo, con la regia di Luca De Fusco, arriva nella capitale con la produzione del Teatro di Roma.
“Sabato, domenica e lunedì” è uno dei massimi capolavori del teatro di Eduardo de Filippo. L’autore mette in scena una commedia interamente incentrata sulla famiglia Piscopo, in cui rapporti sono messi in crisi da un malintesi tra i due coniugi, Rosa e Peppino. Il regista, Luca De Fusco, ha dichiarato di non voler stravolgere il testo, ma tentare di interpretarlo in modo fedele alla partitura. Così, la direzione dello spettacolo rispetta le sfumature agrodolci presenti nel testo originale del 1959.
Grazie all’interpretazione di Teresa Saponangelo e Claudio Di Palma nei ruoli dei coniugi Priore, la commedia corale di De Filippo arriva sul palco romano in uno spettacolo dolce-amaro.
Un fine settimana apparentemente normale diventa lo sfondo di una commedia in cui vengono svelati i punti vulnerabili di un rapporto di coppia che dura da decenni. Mentre Rosa Priore è affaccendata nella preparazione del pranzo domenicale, Peppino Priore confessa una crescente antipatia nei confronti del ragioniere Ianniello e di sua moglie, invitati anche loro al pranzo, insieme ai figli della coppia e alla famiglia allargata. Il clima familiare si surriscalda, fino a sfociare in una scenata di gelosia da parte di Peppino e il conseguente malore di Rosa, che mandano all’aria il pranzo della domenica.
Sono più di dieci persone e tre generazioni -tra zii, nipoti, il nonno e i fidanzati- a vivere nella grande casa di Peppino Priore, che alla fine degli anni ’50 e l’inizio degli anni ’60 rappresenta la famiglia tradizionale napoletana. L’opera è parte della “Cantata dei giorni dispari“, una raccolta in cui la visione amara dell’esistenza di De Filippo emerge, ma risparmia la famiglia.
Secondo De Fusco, lo spettacolo è ancora capace di commuoverci, perché rappresenta una «vera famiglia, compatta e affezionata ai propri rituali», che «tiene alla salute del gruppo come ad un valore». In Sabato, domenica e lunedì, De Filippo anticipa l’avvento del divorzio in Italia. In una celebre intervista del 1969, il celebre drammaturgo partenopeo afferma: «alla fine della commedia non c’è chi non comprenda che soltanto l’amore può tenere insieme due esseri; non certo il matrimonio, e nemmeno i figli». Le storture di questa famiglia vengono svelate da questa “tragicommedia”, dove un semplice malinteso può mettere in crisi un matrimonio.
Ed è proprio il lieto fine della commedia, la riconciliazione di Rosa e Peppino, ad essere fondamentale per il pubblico contemporaneo. La capacità della coppia di riconciliarsi dopo lo strappo, attraverso il dialogo, è quello che commuove il pubblico da più di cinquant’anni. La scrittura di De Filippo, semplice eppure capace di svelare gli egoismo presenti in ogni rapporto, è il motivo del successo di questa commedia ancora oggi.
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