
I pregiudizi sulla salute mentale in Italia, la scarsa informazione e pochi finanziamenti sono le prime cause che ritardano l’accesso alle terapie. Talaltro, da almeno dieci anni i servizi di salute mentale subiscono un progressivo depauperamento di pari passo al definanziamento dell’intera sanità pubblica.
Venti anni fa è stato fissato il parametro del 5% dell’intera spesa per il Ssn da destinare alla salute mentale, nel 2018 eravamo al di sotto del 3,5%, nel 2020 a 2,75%. Sempre per il 2020, se invece della quota indistinta del Fsn trasferita alle Regioni si consideri la spesa riportata a consuntivo dal Mef (123.474 mln), la proporzione destinata alla Sm risulterebbe ancora inferiore (2,75%).
Il gap tra il tipo di cure di cui i pazienti avrebbero bisogno e quello che invece oggigiorno ricevono è molto ampio. Anche in Paesi dotati di un sistema sanitario sviluppato, il 44-70% di coloro che soffrono di malattie mentali non si sottopone ad alcuna terapia.
In un quarto degli Stati europei non sono neanche disponibili i servizi di assistenza e in alcuni Paesi oltre il 50% dei pazienti viene ospitato in strutture troppo grandi e inadeguate. Invece, l’85% dei soldi spesi per la salute mentale viene investito per il mantenimento di queste strutture. Inoltre, un altro punto a sfavore è che le cure non sono prescrivibili direttamente dai medici di famiglia.
Medici per i quali non sono quasi mai previsti programmi di aggiornamento. È essenziale inserire le questioni di salute mentale nell’ambito delle attività di promozione della salute, degli interventi di emergenza in situazioni di crisi, delle cure innovative e della riabilitazione e reinserimento.
Non è migliorata la variabilità inter-regionale anzi, se nel 2019 la % di spesa per la SM sul FSN oscillava tra il 2,1% della Campania e il 3,8% della P.A. di Trento, nel 2020 la differenza si accentua, con un range tra il 2,1% della Campania e il 4,6% della Sardegna. Le regioni fanalino di coda sono la Campania, il Veneto, la Basilicata e la Calabria (tutte < 2,5%).
Inoltre, è necessario notare che tra le Regioni che riportano una % di spesa media per la SM inferiore alla media nazionale si trovano anche Veneto (2,3%) e Lombardia (2,8%), che non hanno mai presentato deficit di bilancio e vengono pertanto considerate “Regioni virtuose”.
Niente da fare, la sostanza non cambia: ancora troppe persone per vergogna non cercano aiuto quando soffrono psicologicamente. Per vergogna, sì, perché il senso d’imbarazzo è troppo forte. E la percentuale sale a un terzo, il 33%, se si considera la fascia di età che va dai 16 ai 34, quella che abbraccia i più giovani.
Tali dati emergono da un’indagine condotta dalla società di ricerche Mintel su un migliaio di uomini inglesi. Per esempio, un quarto degli intervistati non si sente a proprio agio nel parlare di solitudine, il 19% nell’affrontare il tema della tristezza. E in tutto ciò, gli uomini sono consapevoli di questa “debolezza”: il 71% riconosce che sono più inclini a ignorare i problemi legati alla salute in generale.
Ma non è solo la vergogna a bloccare le persone nella ricerca dell’aiuto di un professionista. Per il 17% si impone la questione economica, per il 20% una scarsa fiducia nella possibilità di un miglioramento pur facendo ricorso a una terapia.
C’è inoltre un ultimo dato emblematico: la maggior parte delle persone non sa dove cercare aiuto. Un buon punto di partenza potrebbe essere quello di parlarne con il proprio medico di base che potrà poi indirizzare verso la strada più opportuna. Ricordandosi sempre che l’ansia e depressione o qualsiasi altra forma, possono essere curate e spesso anche senza ricorrere a farmaci.
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...