
Sanremo 2026. 30 artisti in gara: tra questi, 13 i concorrenti under 30, se si tiene in considerazione oltre che ai Big anche le Nuove Proposte. E mentre i salotti delle case italiane si affollano di nonne che domandano ai propri nipoti quali siano i nomi dei nuovi volti a loro sconosciuti, i giovani artisti in queste cinque serate valorizzano al meglio la possibilità loro datagli, tramite performance e promesse di duetti che ammaliano in particolare gli spettatori della Gen Z, a cui gli stessi cantanti appartengono.
Ma quali sono i nomi di questi giovani talenti e come la presenza di cantanti appartenenti a fasce d’età diverse crea un vero e proprio ponte comunicativo generazionale?
Il più giovane a gareggiare sul palco di Sanremo, è il ventiduenne LDA (nome d’arte di Luca D’Alessio) in coppia con Aka 7even (nome d’arte di Luca Marzano), di circa tre anni più grande. I due, entrambi talenti partenopei, duettano sulle note del brano intitolato “Poesie clandestine” che parla di un amore intenso, che trova inevitabilmente la propria ambientazione nella città di Napoli.
È invece con il brano “Ti penso sempre”, che Chiello (Rocco Modello) decide di esordire sul palco dell’Ariston.Classe 1999, Chiello racconta sulle note della propria canzone, di un amore ormai raggiunto al termine, ma che nonostante ciò, non gli consente di andare avanti. È il turno poi di un altro volto della leva del ‘99 che varca per la prima volta la soglia dell’Ariston e ci stiamo riferendo a Sayf (pseudonimo di Adam Sayf Viacava). Il cantante, in gara con il pezzo “Tu mi piaci tanto”, che mira a diventare al più presto un vero e proprio tormentone, ironizza sui problemi passati e presenti della nostra penisola, e come dice lui “L’Italia è tristemente nota per qualche fatto ma minimizziamo”.
Continuiamo poi con Leo Gassman e Samurai Jay, i quali seppur portatori di sfaccettature artistiche alquanto differenti, sono accomunati dallo stesso anno di nascita: entrambi classe 1998. Leo Gassman si presenta sul palco dell’Ariston, dopo aver vinto nel 2020 la categoria “Nuove Proposte ” con il brano “Vai bene così” , con il pezzo “Naturale”. Il giovane cantante, che dall’ultima esperienza a Sanremo, ha acquisito una maggiore sicurezza e padronanza del palcoscenico, vuole trasmettere con il suo brano come lui stesso ha detto, un messaggio di speranza.
Samurai Jay (nome d’arte di Gennaro Amatore), travolge gli spettatori con il suo brano “Ossessione”, che si differenzia dalle altre canzoni in gara per la presenza di raggaeton e un’atmosfera sensuale all’interno del testo. Il cantante inoltre ha sorpreso il pubblico, con la scelta, di duettare durante la quarta serata, quella riservata alle cover e ai duetti, insieme alla showgirl Belén Rodriguez.
Gli ultimi tre concorrenti che gareggiano in questa edizione e che appartengono alla Generazione Z sono infine: Tredici Pietro (Pietro Morandi), Ditonellapiega (Margherita Carducci) e Fulminacci (Filippo Uttinacci). I tre, nati nel 1997, portano in gara brani molto diversi tra loro, ma che stanno riscuotendo un grande successo. Tredici Pietro con “Uomo che cade”, decide di accostare la strofa dal genere rap, che da sempre lo caratterizza, a un ritornello più pop, unendo così due mondi differenti ma che sembrano completarsi a vicenda all’interno del brano. Ditonellapiaga decide invece di esordire a Sanremo con un elenco di cose, ma non solo, che le procurano un notevole fastidio, come d’altronde recita il titolo della canzone stessa “Che fastidio!”.
Fulminacci, al suo secondo Sanremo, sceglie di gareggiare col brano “Stupida fortuna”, definito da tanti come “vintage” e che si caratterizza per il genere indie, di cui il cantautore è da sempre uno dei protagonisti indiscussi. Incuriosisce molto, come nel caso di Samurai Jay, la sua scelta di duettare nella serata cover insieme alla giornalista e scrittrice Francesca Fagnani, sulle note di ”Parole parole” di Mina.
A poche ore dalla fine del Festival, i brani che per ora sembrerebbero aver fatto breccia tra il pubblico appartengono a diversi artisti tra quelli precedentemente nominati. Si classificano in vetta alle classifiche infatti, Samurai Jay, Ditonellapiega, Sayf e Fulminacci. Se da una parte è lampante il sostegno degli ascoltatori più giovani nei confronti di questi artisti, ci si domanda ad esempio, cosa porta gli stessi giovani ad apprezzare brani come “Male necessario” di Fedez e Masini, che attualmente è in cima alle classifiche per numero di ascolti.
La generazione Z sembrerebbe infatti aver apprezzato l’unione di due icone della scena musicale, seppur di età e stili differenti. È uno dei “ponti generazionali” a cui facevamo riferimento all’inizio del testo. Nella canzone entrambi gli artisti decidono di mettersi a nudo, lasciando che le emozioni fuoriescano attraverso i timbri della loro voce. Tema cardine all’interno del testo è quello del giudizio altrui, con il quale tutti nella vita quotidiana siamo obbligati a fare i conti, sopratutto i più giovani. Ed è proprio per questo che forse, la canzone sembrerebbe aver conquistato anche la Gen Z, che si rispecchia nella parole dei due artisti, che fanno della fragilità e dell’ammissione del senso di colpa il loro cavallo di battaglia.
Se qualcuno infine, si stesse chiedendo perché, così tanti giovani decidano di seguire appassionatamente il Festival di Sanremo, la risposta risiede nel fatto che lo stesso Festival è fatto dai più giovani. E non facciamo riferimento solamente ai cantanti in gara, che da anni ormai hanno dato la possibilità a generi musicali come il pop, la trap o l’indie, di affermarsi sul palco della musica italiana per eccellenza, vedendo i propri gusti musicali venire finalmente rappresentanti. Ma anche perché lo stesso cast del Festival è caratterizzato da figure giovanili. Pensiamo alla presenza di co-conduttori come Pilar Fogliati o Achille Lauro, o degli inviti da parte dei brand dei content creator, che tramite i canali social, condividono in questi giorni la loro presenza nella città di Sanremo, accaparrandosi l’attenzione dei più giovani.
I social media, rappresentano infatti un canale di comunicazione alternativo rispetto a quello della televisione, che permette al Festival della musica italiana, di entrare nelle case degli italiani in modalità alquanto variegate. Basta pensare a quanto successo abbia riscosso negli ultimi anni il Fantasanremo; simile per certi versi al Fantacalcio, il gioco, il quale possiede una propria applicazione, ha permesso ai telespettatori più giovani di trasformarsi da soggetti passivi ad attivi, permettendo a quest’ultimi di sentirsi parte di una community, arrivando al punto in cui gli stessi artisti in gara, dapprima in maniera involontaria mentre ora volutamente, si vestono o si comportano in un determinato modo per far totalizzare più punti possibili al pubblico.
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