
Nella celebre “serata delle cover” di ieri, il Festival di Sanremo ha offerto al pubblico presente e quello a casa un incredibile spettacolo. Molti artisti in gara hanno scelto canzoni che rappresentano delle vere e proprie “pietre miliari” della musica Italiana accompagnati da grandi ospiti come Elisa, Michele Zarrillo, Biagio Antonacci e tanti altri.
Marco Mengoni, grande favorito per la vittoria finale, si è portato a casa anche il primo posto nella “serata delle cover” grazie a “Let it be” dei Beatles cantata insieme alle voci del Kingdom Choir. Quello che peró pochi sanno è che la quarta serata di Sanremo di ieri ha sfiorato un risvolto incredibilmente tragico.
Verso le ore 16 della giornata di venerdì un finanziere non in servizio ha trovato un pacco bomba nei pressi del Teatro Ariston. Secondo le prime indiscrezioni si tratterebbe di un ordigno rudimentale ritrovato a circa 500 metri dal palco di Piazza Colombo. Sul posto sono subito intervenute le pattuglie della Guardia di Finanza, che hanno provveduto a isolare la zona, alle quali hanno fatto poi seguito gli artificieri che hanno prelevato il tutto.
Un chilo di polvere da sparo e proiettili, con un innesco tradizionale a lenta combustione. È il contenuto, secondo indiscrezioni da confermare, di un sospetto pacco bomba ritrovato a Sanremo, a poche centinaia di metri dal teatro Ariston dove è in corso il Festival della Musica Italiana. L’ordigno è stato ritrovato all’interno di un borsello nei pressi di Via Fiume, appoggiato alla base di un palazzo e quindi in piena vista. L’area, che si trova a soli 200 metri da un commissariato, è stata subito messa in sicurezza nonostante si trovi dalla cosiddetta “zona rossa” presieduta da una massiccia presenza delle forze dell’ordine in occasione della kermesse sanremese.
Secondo quanto accertato dalle Forze dell’Ordine l’ordigno non sarebbe potuto esplodere e ciò ha portato naturalmente gli investigatori a pensare che si sia trattato di un atto dimostrativo: ipotesi per ora avallata dal fatto che la bomba non fosse nascosta ma si trovasse in piena vista. Già nelle settimane precedenti, in seguito ad una riunione del “Comitato di analisi strategica antiterrorismo” presieduta dal Ministro Matteo Piantedosi, si era deciso di aumentare le misure di sicurezza per gli obiettivi sensibili alla minaccia di azioni terroristiche da parte di gruppi anarchici. Il motivo è facile da ritrovare nelle proteste da parte degli anarchici sorte in seguito alla condanna di Alfredo Cospito al 41 bis.
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