
I migliori look del Festival di Sanremo 2023!
Le cinque serate sanremesi hanno invaso lo spazio tempo dell’ultima settimana. Dal quotidiano alle home social, tutto riconduce al Festival della canzone italiana. Quella appena conclusasi è stata una 73esima edizione molto ricca, dal numero di concorrenti, 28 per l’esattezza, ai tanti ospiti. Il palco Ariston ha visto alternarsi anche diverse co-conduttrici femminili al fianco di Amadeus e dell’instancabile Morandi.
Se Sanremo è Sanremo lo si deve soprattutto al fatto che, comunque vada, lascia sempre parlar di sé. Fanno discutere i testi, i comportamenti e le cose dette. Si apprezzano però i messaggi e le cause che i personaggi dello spettacolo mettono in scena. In ognuno di questi momenti la componente vestiaria gioca un ruolo fondamentale. Lo sa bene Chiara Ferragni al fianco di Amadeus in due serate, lo sanno bene gli stylists, lo sa bene chiunque arrivi all’Ariston.
Ogni look diventa vetrina di sé, di un brano, dell’artista e diventa motivo di commenti d’apprezzamento o critica. Analizzarli tutti varrebbe un articolo troppo lungo da leggere. Noi ci soffermeremo sui momenti moda più significativi della 73esima edizione.

La co-conduttrice più attesa, e forse la più improvvisata, è stata sicuramente Chiara Ferragni. Già 6 mesi prima il web impazzava per i papabili brand che potevano vestire l’influencer. La conferma è poi arrivata ed era piuttosto chiaro che avrebbe sfoggiato capi Dior e Schiaparelli. Difatti così è stato: prima sera in Dior, ultima serata in Schiaparelli.
La presenza di Chiara al Festival è stata una mossa strategica per portare l’attenzione dell’evento ad un pubblico più vasto. È soprattutto grazie a lei che si deve l’incredibile share ottenuto.
L’influencer è stata portavoce di messaggi femminili grazie al potere degli abiti. Proprio il primo, chiamato The Manifesto Dress, era semplice ma elegante, di color nero con corpino sagomato a corolla. Un richiamo al New Look Dior, adornato dalla stola bianca sulle spalle che citava “pensati libera”. Queste esatte parole arrivano da un’opera di Claire Fontaine e vogliono ispirare le donne a sentirsi libere di uscire dal ruolo imposto dalla società.
Tra la serie di cambi, un altro abito ha lasciato riflettere. Si tratta del peplo bianco con sopra ricamati i commenti offensivi che la stessa Ferragni ha ricevuto sotto ai suoi post. Con questa creazione stilistica, ideata da Maria Grazia Chiuri, si attua una dichiarazione contro l’odio. C’è quindi una comunicazione a fronte di uno dei problemi sociali odierni. L’ idea sussiste ma è solo un rispondere creativo. Nella sua rivendicazione del femminismo non si palesano modalità d’azione per risanare il problema, si lascia solo che se ne parli.

Nell’ultima serata invece tutti i look da lei indossati erano, come già preannunciato, di Schiaparelli. Il primo abito era color turchese con bustier scultura. Il taglio bias in raso di seta blu elettrico con busto in resina metallizzata tentava d’introdurre una narrazione. Il focus era il suo essere madre e donna indipendente. L’armatura scolpita sui seni indicava la forza che non ha bisogno di imitare quella maschile. La sottoveste di satin riconduceva al colore associato alla sacralità materna.
Anche gli altri abiti comunicavano qualcosa come l’abito dedicato ai diritti umani ad esempio. Un lungo abito nero di velluto adornato da una collana a forma di utero composta da diverse sezioni di corpo di donna. È il simbolo dell’attivismo per i diritti riproduttivi, per l’aborto ed il diritto alla procreazione assistita. Con ogni creazione indossata, Chiara Ferragni parlava al pubblico di qualcosa in particolare. Peccato che, nel suo spazio per il monologo, si sia rivolta esclusivamente alla sé stessa bambina.

Per tutte le sue esibizioni, il poi vincitore Mengoni ha indossato creazioni Atelier Versace. Realizzati in esclusiva su misura, con la sua scelta Mengoni è stato ispirato al glamour della maison, quello che ha segnato la fine degli anni ‘80 e i primi anni ’90. Tutti i dettagli dei look sono stati personalmente curati da Lorenzo Posocco.
Per la finalissima, Mengoni si è esibito in un total look custom made in seta nera composto da gilet arricchito da bottoni Medusa e rifinito con impunture ton-sur-ton. Con pantaloni sartoriali, l’ispirazione arriva dritta dalle collezioni Versace anni ‘90. Completano il look gli stivaletti Chelsea che si distinguono per la punta squadrata e gli inserti elasticizzati a forma di “V’’ e la cintura classica che si caratterizza per la fibbia quadrata e dettagli Greca.
La personalizzazione dei look e la nostalgia anni 90 delle collezioni di Gianni Versace sposa perfettamente la melodia. Il cantante stesso ha ammesso che l’arrangiamento del brano vincitore ha richiami affini agli anni 80/90.
Non ci dimentichiamo di tutto il bello visto, dopotutto Sanremo ospita molti personaggi della scena italiana. Alcuni dei quali si sono sicuramente distinti per il guardaroba. Elodie, in particolare durante la finale, ha conquistato tutti con un dress Atelier Versace. Il modello “doppio” alternava eleganza e sensualità tra pizzo e seta. È lei la vincitrice della gara di stile del Festival.

La bellissima Paola Egonu invece ha lasciato a casa la mise da giocatrice di pallavolo per vestire Emporio Armani. Bella, statuaria, raffinata in look che l’hanno valorizzata a pieno. Sicurissima nel scendere le scale dell’Ariston, ha indossato un abito bianco perla, un due pezzi in paillettes e poi un sinuoso abito in velluto nero con scollo profondo. La rivelazione del suo stile fuori dal campo è emersa tutta a Sanremo.
A questa edizione dobbiamo poi il ritorno dell’amatissimo duo composto da Paola e Chiara. Le due sorelle hanno giocato molto sul fattore nostalgia indossando Dolce&Gabbana. Pizzo, paillettes, abiti in maglia metallica e una vibe y2k hanno fatto riemergere il ricordo dei tempi di Vamos a bailar e di Festival. La scelta d’ispirarsi ai loro tempi d’oro, quelli di fine anni 90 e primi 2000 è stata super apprezzata.
Anche quest’edizione del Festival è terminata. Sazi fino alla prossima, restiamo certi che, per quando avverrà, ne avremo di cose di cui parlare tra musica, temi ed ovviamente look.
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