
Decisione presa dal Sindaco di Santa Maria Capua Vetere. In un video sui social, lo stesso primo cittadino Antonio Mirra ha annunciato la candidatura della città di Spartaco a Capitale della Cultura per il 2027: “Vogliamo far conoscere a tutta l’Italia la bellezza e la storia di Santa Maria Capua Vetere. Per questo ci candidiamo per il titolo di “Capitale Italiana della Cultura 2027”.
La decisione è stata presa durante una riunione della giunta il 7 febbraio scorso e che, su indicazione dell’assessore alla cultura, Anna Maria Ferriero, ha stabilito di procedere alla candidatura. Una decisione che però era già stata proposta anni fa dai banchi dell’attuale opposizione:
“Anche se in ritardo – e dietro nostro suggerimento – il sindaco Mirra si è svegliato dal lungo sonno nel quale era caduto e ha riconosciuto che non era un gioco la candidatura di Santa Maria Capua Vetere a Capitale Italiana della Cultura, ma un’opportunità da prendere sul serio al fine di cogliere tutti i vantaggi in termini di sviluppo economico, turistico e sociale per l’intera collettività”, ha commentato Raffaele Aveta, capogruppo di “Alleanza per la Città – Movimento 5 Stelle”, in relazione alla candidatura della città prevista per il 2027.
Quando si tratta di questioni europee, l’attenzione ricade di solito sulla politica o sull’economia. Ma è giunta anche il momento di mettere in luce sia la ricchezza che la diversità delle culture europee. Questa era l’idea di Melina Mercouri e Jack Lang (ministri della cultura in Grecia e Francia) nel 1985, quando hanno gettato le basi dell’iniziativa Capitali europee della cultura.
Le Capitali europee della cultura sono selezionate con quattro anni di anticipo nel quadro di un concorso organizzato a livello nazionale ma secondo gli stessi criteri definiti a livello europeo. Le città elette diventano capitali europee della cultura per un periodo di 12 mesi. Per potersi fregiare di questo titolo occorre un forte impegno; è necessario organizzare una serie di eventi culturali localmente e inquadrati in un contesto europeo. Una buona occasione quindi per Santa Maria Capua Vetere per potersi impegnare al fine di raggiungere questo obiettivo.
Qui sorgeva la Capua dell’antichità. Altera Roma, l’altra Roma: così la chiamò Cicerone nel I secolo a.C. Era probabilmente la più grande città d’Italia nel IV secolo a.C. L’Antica Capua fu anche il luogo d’origine della rivolta dei gladiatori capeggiati da Spartaco. Infatti, c’era un’importante Scuola dei Gladiatori e, nell’Anfiteatro Campano si svolgevano magnifici incontri che venivano ad ammirarli da tutta Italia.
Nel Settecento è meta di viaggiatori richiamati dall’eterno fascino delle sue grandiose rovine. Per la costruzione della vicina reggia di Caserta molte famiglie nobili vi si stabilirono dando uno sviluppo economico e sociale. Il I ottobre 1860 si svolse alla porte della città la battaglia del Volturno con la quale Garibaldi mise fine al regno Borbonico e consentì l’unificazione nazionale. Santa Maria fu uno dei centri di diffusione delle idee democratiche e repubblicane. Ma la città ha dato i natali anche al sammaritano Errico Malatesta, che rappresenta uno dei maggiori esponenti del pensiero anarchico.
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