
Il 22 luglio 2026, a Santa Maria Capua Vetere, è morto un operaio di 60 anni mentre svolgeva il suo lavoro.
Un operaio di 60 anni è morto la mattina del 22 luglio, mentre svolgeva il suo lavoro. A Santa Maria Capua Vetere durante il suo turno di lavoro, l’uomo si è accasciato al suolo ed è deceduto. I carabinieri hanno avviato degli accertamenti, ma la causa di morte non è ancora nota. La Cgil e la Fillea-Cgil di Caserta, chiedono che «venga fatta piena luce su quanto accaduto, che siano accertate tutte le eventuali responsabilità» e che venga «convocato con urgenza l’Osservatorio permanente provinciale sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, presso la Prefettura».
Secondo i sindacalisti «c’è una responsabilità che non può attendere l’esito delle indagini: quella di un sistema che continua a intervenire solo dopo che una vita è stata spezzata. Il caldo estremo che sta investendo il nostro territorio non rappresenta più un evento eccezionale. La crisi climatica modifica profondamente le condizioni di lavoro e rende indispensabile ripensare l’organizzazione delle attività all’aperto, rafforzando la prevenzione, la vigilanza e la tutela della salute delle lavoratrici e dei lavoratori».
Dal 2021 ad oggi la situazione in Campania peggiora di anno in anno: come ha più volte analizzato Vega Engineering, in Campania si registrano oltre 50-60 infortuni mortali sul lavoro ogni anno, con un valore di 10,8 decessi per milione di occupati, superiore alla media nazionale. In alcune settimane si raggiungono anche 6 morti in 8 giorni, come abbiamo scritto nel 2024. La Campania è una zona rossa a livello nazionale, è sotto la media nazionale e non segue il trend italiano in diminuzione. Quasi 30 morti sul lavoro dall’inizio del 2026.
La Cgil, infatti, denuncia da anni «come la sicurezza venga affrontata in maniera insufficiente, mentre gli organici degli enti preposti alla prevenzione e ai controlli vengono progressivamente depotenziati. Senza personale, senza ispezioni e senza una presenza costante dello Stato nei luoghi di lavoro, la prevenzione diventa soltanto una dichiarazione di principio». La sicurezza sul lavoro non è stata una priorità per i governi degli ultimi 10 anni e, come sottolinea il sindacato, se ne parla solo nelle 24 o, nei casi più fortunati, nelle 48 ore che seguono la morte del lavoratore.
«Servono scelte strutturali. Occorre rafforzare gli organici degli enti di vigilanza, rendere effettivi i controlli, garantire il rigoroso rispetto delle misure previste durante le ondate di calore e intervenire sul quadro normativo nazionale affinché il rischio da stress termico trovi pieno riconoscimento nella legislazione sulla salute e sicurezza». E conclude la Cgil: «Servono prevenzione, controlli, responsabilità e una presenza forte delle istituzioni. Perché nessuno deve morire mentre lavora».
Leggi anche: Caserta: le elezioni possono aspettare, prorogato il commissariamento fino al 2027
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...