
Sant’Antimo festeggia i 150 anni di Nicola Romeo e lo fa con un programma di iniziative che intreccia storia industriale, identità cittadina e partecipazione collettiva. Un anniversario che non riguarda soltanto la memoria di un grande imprenditore, ma il riconoscimento di un legame profondo tra una comunità e uno dei suoi figli più illustri: l’uomo che avrebbe dato il nome a uno dei marchi automobilistici più iconici del Novecento, l’Alfa Romeo.
A distanza di un secolo e mezzo, il Comune scegli di trasformare questa ricorrenza in un’occasione comunitaria capace di parlare al presente e alle nuove generazioni.
Dietro la figura di Nicola Romeo non c’è soltanto la vicenda di un imprenditore di successo, ma una storia che parte da un territorio spesso raccontato con categorie riduttive e che umiliano la sua storia. Sant’Antimo, invece, rivendica il diritto di essere anche altro: un luogo che ha prodotto cultura tecnica, intelligenza industriale e visione.
Il sindaco Massimo Buonanno lo ha spiegato con parole nette, sottolineando come questa celebrazione non sia un evento di facciata, ma un gesto identitario e politico nel senso più alto del termine
«Celebrare Nicola Romeo è un atto di profondo orgoglio per Sant’Antimo, una terra che onora i suoi figli più illustri. Abbiamo scelto di affidare il coordinamenti a un comitato dedicato per garantire che questa celebrazione sia guidata da competenze e rigore scientifico, restituendo al nostro territorio l’eccellenza che merita».
Le celebrazioni prenderanno ufficialmente il via il 28 aprile, data esatta della nascita di Romeo. Il momento più atteso sarà il disvelamento della lastra marmorea commemorativa davanti alla casa natale dell’imprenditore, in via Della Libertà. Si tratta di un gesto che non rilega la memoria in un libro o in una targa dimenticata, ma riportata nel cuore del paese, nello spazio urbano quotidiano, dove la storia torna a farsi visibile.
Nella stessa giornata sarà anche presentato l’annullo filatelico, realizzato a cura di Poste Italiane, che diventerà un simbolo collezionabile di questa ricorrenza. Un oggetto che non è soltanto per appassionati, ma un modo per fissare l’anniversario dentro una dimensione nazionale.

Il cuore emotivo delle celebrazioni arriverà però nei giorni 8 e 9 maggio, quando a Sant’Antimo giuggeranno i discendenti diretti di Nicola Romeo, un ricongiungimento tra storia familiare e storia collettiva.
Il 9 maggio è previsto uno dei momenti più solenni dell’intero calendario: il conferimento della cittadinanza onoraria a Danila Maestri Romeo, discendente dell’imprenditore. Un riconoscimento che assume un valore doppio: da un lato celebra una figura storica, dall’altro ribadisce che la comunità di Sant’Antimo non dimentica chi ha dato prestigio e futuro al proprio nome.
Tra gli aspetti più significativi del progetto c’è il coinvolgimento diretto degli studenti. Non un dettaglio secondario, ma un elemento centrale: la memoria, per restare viva, dove diventare racconto condiviso, deve essere appresa, discussa, interiorizzata.
A ribadirlo è stata Maria Puca, presidente del comitato organizzatore:
«La comunità che ha dato i natali a Nicola Romeo si indentifica con lui e sente, fortissimo, il lascito del suo esempio imprenditoriale e umano. Tutti noi siamo consapevoli che abbiamo il dovere di custodirne la memoria, tutelarla e tramandarla alle giovani generazioni».
Per questo motivo, le scuole del territorio saranno protagoniste di un progetto dedicato, i cui risultati verranno presentati pubblicamente davanti ai discendenti diretti dell’imprenditore. L’incontro con gli studenti è previsto per venerdì 8 maggio, presso l’auditorium dell’Istituto comprensivo. Sarà un momento che va oltre la celebrazione: diventa educazione civica, formazione culturale e restituzione sociale.
Sant’Antimo festeggia i 150 anni di Nicola Romeo con orgoglio, ma anche con responsabilità, coinvolgendo istituzioni, cittadini, discendenti e scuole. Perché ricordare non significa guardare indietro con nostalgia: significa scegliere cosa portare con sé nel futuro.
Nicola Romeo, l’uomo che trasformò un marchio automobilistico in un mito, torna oggi a parlare alla sua città. E la città, finalmente, risponde.
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