Forse, in questo dialogo inaspettato, sta il vero “miracolo di Francesco”: aver riunito, proprio in quella mattinata così carica di significato, due uomini così diversi e spesso tanto distanti.
Quello che doveva essere un giorno di lutto si è trasformato inevitabilmente in un’occasione perfetta per la diplomazia globale. Ai funerali di Papa Francesco, tra le mura di San Pietro, Donald Trump e Volodymyr Zelensky si sono incontrati per la prima volta dopo il terribile show andato in mondovisione dalla Casa Bianca. Un faccia a faccia di 15 minuti, definito “molto produttivo” dalla Casa Bianca e “potenzialmente storico” dallo stesso Zelensky.


Il presidente ucraino ha espresso la speranza in un “cessate il fuoco completo” e in una pace duratura, mentre fonti del New York Times rivelano una controproposta ucraina al piano americano, che prevede un contingente europeo di sicurezza sostenuto dagli USA.
Intanto Mosca annuncia la “liberazione” della regione russa di Kursk, occupata parzialmente dall’Ucraina dal 2024. Putin adesso rischia di mettersi contro anche lo stesso Trump che potrebbe improvvisamente cambiare corsia in questa folle corsa alla terza guerra mondiale. Onestamente non sarebbe una sorpresa: il Tycoon ci ha abituato spesso a posizioni ballerine (vedi dazi). A questo punto, possiamo soltanto augurarcelo.
Forse, in questo dialogo inaspettato, sta il vero “miracolo di Francesco”: aver riunito, proprio in quella mattinata così carica di significato, due uomini così diversi e spesso tanto distanti. La potenza delle immagini, poi, ha fatto il resto. Quello scatto ha già il sapore della Storia, come certe fotografie capaci di evocare, con la loro semplice presenza, il peso degli eventi e il rumore di fondo dell’umanità in movimento. Ma per far sì che questa foto sia davvero storica, non basta la speranza. C’è bisogno che questa pace diventi denti poi realtà.
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