
Fino a qualche anno fa, quella che oggi è una palestra di quasi mille metri quadri che accoglie oltre 500 atleti, viva di energia e sogni, era un luogo abbandonato. Droga, abbandono e camorra. Un ponte pericolante collegava due aree fatiscenti, una delle piazze di spaccio più attive d’Europa. Siamo nel cuore di Scampia, a ridosso delle famigerate “Case dei Puffi”, territorio storicamente legato al clan Di Lauro. Oggi quel posto si chiama Champion Center ed è un simbolo concreto di riscatto.
Nel 1996, Massimo Portoghese – dopo una lunga carriera agonistica nel karate – decide di fondare un’associazione sportiva dilettantistica in un luogo dove fare sport significava, più che altro, un atto di coraggio. Nacque così il Champion Center ADS, che in pochi anni diventa un punto di riferimento nazionale. Oggi Portoghese è uno dei tecnici più rispettati della federazione, insignito del Premio “Athlon d’Oro” e della “Medaglia d’Oro al merito sportivo”. Attraversiamo insieme a lui il corridoio della palestra, piena di trofei. Ma la vera vittoria non è lì. Sta in quello che racconta con orgoglio:
«Qui c’era tutto: siringhe, spazzatura, persino alberi che crescevano sul tetto della palestra. Pioveva più dentro che fuori. Ci siamo rimboccati le maniche con i genitori e gli allievi, e abbiamo trasformato questo posto. Abbiamo sostituito il brutto con il bello, il male con il bene». Con sua moglie, Caterina Cibelli, Portoghese ha fatto della palestra una seconda casa. Anzi, una famiglia.
La Champion Center ha presentato oltre sessanta atleti per la nazionale italiana. Ma la vera forza non è solo sportiva, è anche educativa: «La maggior parte dei genitori dei ragazzi è in carcere – spiega il maestro – Qui sbagliare è più facile che restare sulla strada giusta. A volte erano gli stessi boss a chiederci di salvare i loro figli. Non vogliono che facciano la loro stessa fine». A Scampia si può ancora scegliere, anche se tutto intorno ti spinge altrove, a percorrere la strada sbagliata. In questa palestra si insegna la disciplina, si trasmette rispetto, si lavora sul corpo e sul carattere. E i risultati arrivano. Il Champion Center vanta un campione del mondo junior, due vicecampioni d’Europa, e una lunga lista di titoli regionali e nazionali. Un altro muro da abbattere era quello culturale: «All’inizio quando i bambini vedevano i carabinieri dicevano: “Maestro, ci stanno i carabinieri”. Gli ho spiegato che sono nostri amici. Oggi, grazie a questo lavoro, tanti dei nostri ragazzi sono entrati nei gruppi sportivi delle forze armate: carabinieri, polizia, finanza. Solo l’anno scorso undici ragazzi sono stati selezionati. Questo è un segno fortissimo. Abbiamo invertito la rotta».
Oltre al karate, al Champion Center si studiano anche vari stili di danza, dal moderno al latino-americano. Sono più di 70 gli allievi solo in questo settore. La struttura accoglie oltre 500 ragazzi al giorno, dai bambini di 4 anni agli adulti. La sede è parte dell’“Officina delle Culture”, un polo civico animato da dieci associazioni guidate da Ciro Corona, storico attivista anticamorra. Una realtà che ospita una casa-famiglia e presto una pizzeria sociale. È il volto positivo di un quartiere che vuole cambiare narrativa. «Spesso – racconta Portoghese – quando andavamo in giro per l’Italia, i ragazzi mi chiedevano: “Maestro, posso dire che vengo da Scampia?”. Io rispondevo: “Non solo lo puoi dire, lo devi dire con orgoglio”». Oggi quelle stesse divise sportive portano stampato un disegno delle vele e una scritta che è diventata identità: ‘La Scampia che vince’.
Dietro ogni cintura, c’è una storia. Dietro ogni medaglia, una rinascita. Durante una sessione di allenamento, avviciniamo gli atleti della palestra: «Il karate è uno sport importante non solo per il fisico, ma anche per la salute mentale – racconta Sara Docimo, categoria juniores – Negli ultimi anni mi ha salvato in un periodo pesante legato alla scuola». Morena Portoghese, cresciuta sul tatami, aggiunge: «Provo un senso di libertà quando combatto. È come uno sfogo. Fuori vivo una vita normale, ma quando entro in palestra scarico tutte le energie. È il mio mondo». Almerico Tommasino, Campione del Mondo junior, ricorda così il suo percorso: «La prima volta che entrai nella sala mi emozionai. Vidi ragazzi fortissimi e pensai: voglio diventare come loro. La gara più intensa fu la semifinale a Jesolo. Sapevo di poter vincere perché conosco le mie capacità e tutto quello che ho affrontato per arrivarci». Questo sport forgia caratterialmente e moralmente. La determinazione e lo spirito di competizione scorrono nelle vene degli atleti. Difatti, c’è chi ha deciso di sfidare tutto e tutti. «Mi consigliarono di gareggiare in una categoria più facile, ma io volevo dimostrare di poter battere chi era considerato più forte di me. E così ho fatto» dichiara Gaetano Stornaiuolo.
E Asia Bifulco – campionessa italiana e vincitrice di due coppe Youth League – racconta: «Il mio obiettivo è di trasformare questo sport, iniziato come una passione, nel mio lavoro e nel mio stile di vita futuro. Sono determinata nel continuare a vincere gare e titoli». «L’amore per il karate è un qualcosa che ti nasce da dentro. Continuo a lavorare in quest’ambito perché si nasce per combattere. Da piccola non mi piaceva fare la principessa da salvare, volevo essere il cavaliere. Per me questo sport è un’esigenza, un bisogno primario, come mangiare e bere. Quando non mi alleno è come se mi mancasse una parte di me» ci dice l’assistente del coach Portoghese, Emilia Scarano.
Il Champion Center è un baluardo. Non solo contro il degrado, ma contro l’idea che i ragazzi di Scampia siano destinati a perdersi. «Monitoriamo la scuola, la condotta, il comportamento. Chi è qui sa che sport e scuola devono andare insieme. L’obiettivo è dare un futuro, non solo sportivo, ma anche culturale» continua Portoghese. La forza del centro è tutta qui: trasformare fragilità in opportunità, rabbia in disciplina, solitudine in squadra. Questa non è solo una palestra. È la Scampia che vince.
Di Gianrenzo Orbassano e Maria Francesca Cafarelli
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...