
Cgil e Uil confermano lo sciopero generale del 17 novembre come atto di protesta contro la legge di bilancio. La conferma arriva nonostante il parere della Commissione di garanzia e le polemiche sollevate da Matteo Salvini. Il leader della Lega, nei giorni scorsi, ha definito lo sciopero come il capriccio del segretario della Cgil, Maurizio Landini, intenzionato, secondo il Vicepresidente del Consiglio dei ministri, a “organizzarsi l’ennesimo weekend lungo a discapito degli stessi lavoratori e studenti”.
Non è tardata la replica ironica di di Landini “Capisco il suo nervosismo, in campagna elettorale ha raccontato che avrebbe aumentato gli stipendi e cancellato la Fornero. E di tutto questo non c’è traccia. Forse Salvini, che non ha mai lavorato, pensa al suo weekend”. In questo botta e risposta infuocato è subentrata anche la leader del Partito Democratico, Elly Schlein, definendo le dichiarazione di Salvini e il silenzio di Giorgia Meloni, come provocazioni irrispettose che ledono la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori di tutti i settori.
La Commissione di garanzia ha dato, però, parere negativo. In una nota, rilasciata dopo l’incontro con i sindacati, si legge “Lo sciopero, così come proclamato dalle confederazioni sindacali, con esclusione di numerosi settori, non può essere considerato sciopero generale, ai fini dell’applicazione della disciplina che consente delle deroghe alle normative di settore sui servizi pubblici”.
Salvini, in merito alla decisione, ha parlato di buonsenso e rispetto delle regole anche da parte del “sindacato rosso”. Secondo il politico uno sciopero del genere, che riguarda anche il settore dei trasporti per 24 ore, non può realizzarsi e che “i troppi anni a servizio del Pd al governo nazionale hanno arrugginito la Cgil che evidentemente ha dimenticato l’abc”. Il diritto allo sciopero, secondo Landini va preservato e difeso. Lo stesso segretario della cgil mostra però delle perplessità in quanto “non capiamo come mai ad essere fermati siano solo gli scioperi indetti dalle organizzazioni confederali, mentre per i quattro scioperi proclamati nei mesi scorsi dai sindacati autonomi non sia intervenuto nessuno”.
Gli interventi della Lega e il silenzio di Giorgia Meloni aumentano le polemiche e gli attriti. Bisogna chiedersi a questo punto se è lecito e giusto che politico possa sentenziare sull’organizzazione di uno sciopero e sulla sua durata. Può, l’organizzarsi dei lavoratori e delle lavoratrici, diventare argomento da talk show?
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