
La scuola Dancenter nasce a Castel Volturno nel 1993. A guidarla, sin dal primo giorno, sono il maestro Bruno Stoduto e sua moglie Flavia Paciolla. Entrambi hanno creato uno spazio con l’intento di infondere la loro esperienza artistica e preparazione tecnica. La loro storia è infatti fatta di palcoscenici, di disciplina e sacrifici, ma anche di scelte coraggiose, dettate dal cuore. Quando avrebbero potuto seguire altre strade, entrambi hanno deciso di restare ed investire in un territorio difficile ma pieno di potenziale.
Flavia Paciolla si diploma presso la scuola del Teatro San Carlo e, dopo aver partecipato per 15 anni a tutte le produzioni ballettistiche del corpo, a partire dal 1990 si dedica completamente all’insegnamento cercando di trasferire alle sue allieve la sua professionalità e il suo bagaglio artistico. Bruno, invece, inizia a danzare a 11 anni, spinto da uno zio, ex primo ballerino del Teatro San Carlo di Napoli. «Non nasco ballerino. Fu mio zio ad invogliarmi, però con il passare degli anni è diventata una passione, una droga» esordisce Bruno.
A 19 anni entra nella compagnia del famoso teatro napoletano e vi rimane per oltre 40 anni, diventando ballerino solista. Il teatro diventa la sua casa, dove apprende disciplina, umiltà e dedizione, valori che lo accompagnano fino all’ultimo spettacolo, tenuto all’età di 52 anni. Durante la carriera, però, un collega lo avvicina ad una piccola scuola di danza a Castel Volturno, il Calicanto. Dopo tre anni, finisce per fondare insieme a Flavia Dancenter, una scuola che ormai vanta 32 anni di attività. Parallelamente al palcoscenico, Bruno dedica le sue giornate libere all’insegnamento, animato dalla passione di trasmettere la sua esperienza alle nuove generazioni.
Quando Bruno ha scelto di investire su Castel Volturno, molti gli consigliarono di guardare altrove. Ma lui ha sempre visto, in quel contesto difficile e spesso trascurato, un potenziale autentico, fatto di persone, passioni e voglia di riscatto. È questo legame profondo con la comunità e con le sue allieve che lo ha spinto a restare, nonostante le difficoltà non siano mancate. Uno dei momenti più duri è arrivato quando il locale che ospitava la scuola fu sequestrato, lasciandolo senza una sede e senza certezze. Ma, grazie al supporto di amici e alla sua determinazione, riuscì a riprendere temporaneamente lo spazio, prima di affrontare nuovi spostamenti, fino a trovare nel 2007 la sede definitiva di Dancenter.
Eppure, nonostante le difficoltà e le incertezze economiche, Bruno non ha mai pensato di andarsene. «È una realtà bellissima con grande potenziale» ci racconta, consapevole che le vere radici di una scuola non sono nei muri, ma nei legami che si creano tra chi la vive. Accanto alle difficoltà, non sono mancati i momenti più belli. I più intensi li ha vissuti in teatro, ma altrettanto significativi sono i risultati ottenuti nella scuola: vedere i suoi allievi crescere, migliorare, scoprire sé stessi attraverso la danza è diventata la sua più grande soddisfazione.
Per Bruno la danza è carattere, disciplina e rispetto. Nella sua scuola insegna ai ragazzi ad essere costanti, a credere in sé stessi e a fare sacrifici per inseguire i propri sogni. «Oggi riscontro poca disposizione al sacrificio, molti ragazzi fanno sport per riempire il tempo, senza coltivare vere passioni», continua Bruno con un tono forte e diretto. Il suo stile di riferimento è la danza classica, che considera la base fondamentale di ogni disciplina: «Se impari il classico, farai meglio tutto il resto». Altro tema fondamentale è la qualità della formazione. Bruno mette in guardia i genitori sull’importanza di affidarsi a scuole serie, con insegnanti qualificati. La competenza è essenziale per formare giovani danzatori in modo corretto e sicuro, evitando errori che possono compromettere la salute e la postura. In un mondo in cui, purtroppo, tutti possono aprire una scuola, serve attenzione e responsabilità nella scelta.
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