
In un momento in cui l’intelligenza artificiale sta ridefinendo ogni settore, anche la scuola è chiamata a interrogarsi su come adattarsi. Dalla personalizzazione dell’apprendimento alla riduzione dei divari educativi, l’IA sta aprendo nuove possibilità, ma pone anche grandi interrogativi
Mentre il dibattito tra le opportunità e i rischi resta aperto, esperienze come quella di Myca Lee, fondatrice di Enrich360.ai, una piattaforma educativa che integra l’IA all’educazione tradizionale, aiutano a fare chiarezza sul modo in cui l’intelligenza artificiale possa essere sfruttata in modo responsabile e umano nel percorso educativo.
«L’idea di Enrich360 è nata come un percorso personale dalla mia esperienza di madre, mentre osservavo mio figlio prepararsi per alcuni esami di ammissione. Ho notato che la a pressione accademica sovrastava tutto il resto: le attività extra-curriculari passavano in secondo piano, e allo stesso tempo il risultato finale era più importante che lo stesso percorso di apprendimento. Enrich360 è stato creato per affrontare questo squilibrio e offrire un approccio all’apprendimento più olistico ed equilibrato.
Nel 2019 ho fondato quella che inizialmente si chiamava Class Action Education: programmi in presenza, svolti durante le vacanze e nei fine settimana, che integravano lo studio per gli esami di ammissione con personale altamente qualificato alla creatività, lo sport e l’educazione alle tecnologie. L’obiettivo dei programmi era di preparare i bambini a 360 gradi. Abbiamo rapidamente attirato l’attenzione dei media internazionali e i risultati parlavano da soli: il 98% dei nostri studenti è stato ammesso in scuole di prima scelta. Tuttavia, per me, il risultato più importante è stato vedere bambini davvero felici e sicuri di sé.
Il COVID ha chiuso le nostre sedi fisiche e da allora ci siamo trasformati nella piattaforma online Enrich360.ai. Il nostro obiettivo è quello approfondire alcune competenze orientate al futuro che l’istruzione tradizionale spesso trascura come la robotica, il cinema, media digitali, competenze imprenditoriali e di business. La nostra piattaforma offre un’esperienza di apprendimento interattiva e personalizzata per ogni studente attraverso l’utilizzo dell’AI. Collaboriamo con università di primo piano per garantire che i contenuti siano aggiornati, rilevanti e realmente incisivi nel percorso di apprendimento di ogni bambino.
Quest’anno stiamo ampliando l’offerta con esperienze fisiche attraverso i nostri Future Labs Workshops, che uniscono la formazione pratica guidato da specialisti a un’istruzione immersiva potenziata dalla tecnologia. I workshop si terranno inizialmente nel Regno Unito, per poi espandersi in Medio Oriente».
«Ciò che mi affascina dell’intelligenza artificiale è il suo potenziale di restituire qualcosa che abbiamo perso su larga scala: l’attenzione individuale. Ogni studente ha tempi diversi eppure i sistemi educativi tradizionali sono uniformi. L’IA cambia questa equazione aiutando gli studenti a imparare secondo il proprio ritmo».
«Credo sinceramente che l’IA possa fare una reale differenza nel colmare i divari che frenano molti studenti. Ci sono sempre più dati che confermano che l’apprendimento personalizzato supportato dall’IA aiuta davvero gli studenti a progredire più velocemente rispetto al solo insegnamento tradizionale. Ciò che colpisce di più è quanto questo tipo di insegnamento misto possa essere efficace per gli studenti che altrimenti faticherebbero o rischierebbero di rimanere indietro».
«Gli insegnanti sono già sottoposti a una pressione enorme, e qualsiasi tecnologia che aumenti il loro carico di lavoro è giustamente accolta con scetticismo. Il problema risiede nell’aspettativa che gli insegnanti cambino il loro modo di lavorare per adattarsi alla tecnologia, invece è la tecnologia che deve adattarsi agli insegnanti.
Quando l’IA è utilizzata correttamente, può alleggerire il carico di lavoro degli insegnanti, riducendo il tempo dedicato alle attività amministrative ed offrendo una visione più chiara dei progressi degli studenti.
Lo scetticismo nei confronti dell’IA nell’istruzione è giusto e le preoccupazioni sulla privacy dei dati, sull’eccessiva dipendenza dalla tecnologia e sulla perdita del contatto umano sono legittime. La risposta risiede in un’integrazione ponderata. L’IA dovrebbe operare silenziosamente sullo sfondo come sostegno, e non competere con l’educazione tradizionale».
«Vedo Enrich360 e gli Avatar IA come compagni di apprendimento per i giovani di tutto il mondo, capaci di superare confini, culture e sistemi scolastici. Il nostro obiettivo è rendere accessibile a tutti un’educazione di alta qualità orientata al futuro.
Il sistema educativo che abbiamo ereditato non è stato progettato per il presente. Gli studenti hanno bisogno di un percorso di studi che vada oltre al superamento di un esame; hanno bisogno di un percorso che li aiuti a capire chi sono, a sviluppare competenze rilevanti e a trovare il proprio posto in un mondo che cambia più velocemente di quanto abbia mai fatto. Gli avatar IA faranno parte di questo scenario e della creazione di percorsi di apprendimento più efficaci e personalizzati.
Noi di Enrich360 essendo a contatto con tutto ciò siamo fortemente consapevoli della responsabilità che l’IA comporta, sicurezza e fiducia sono fondamentali. Ad esempio ogni avatar che sviluppiamo ha rigide barriere di sicurezza: agisce solo entro i confini dei contenuti educativi assegnati ed è lì come supporto, non per sostituire gli insegnanti o le relazioni umane che sono al centro del apprendimento.
L’ambizione di Enrich360 e dell’IA è contribuire a plasmare il futuro dell’educazione, costruendo un percorso di apprendimento non solo più innovativo, ma più inclusivo ed attento ad i giovani a cui è davvero destinato».
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