
Nell’ultimo decennio gli italiani hanno vissuto mesi estivi e anni sempre più caldi, con una temperatura massima di 41 gradi. Perciò, docenti e sindacati chiedono a gran voce al Ministro dell’istruzione e del Merito di apportare modifiche al calendario scolastico e di posticipare l’apertura delle scuole a causa dell’eccessivo caldo all’interno delle scuole italiane.
Nel mese di agosto l’ANIEF, l’Associazione Nazionale Insegnanti e Formatori, e il CNDDU, il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani, hanno chiesto a gran voce al ministro Valditara di intervenire circa la situazione caldo nelle scuole e di tenere conto dell’attuale cambiamento climatico: «Con questa afa è assurdo iniziare le lezioni entro metà settembre, meglio ottobre – dichiara Marcello Pacifico, presidente dell’ANIEF – Ci vuole buon senso e lungimiranza. Anche i cicli produttivi devono cambiare e la pubblica amministrazione deve avviare questi cambiamenti secondo il clima».
D’altro canto il CNDDU chiede aiuto alla Società Italiana di Pediatria, alla Federazione Italiana Medici Pediatri e all’Associazione Nazionale Pedagogisti per un parere scientifico e tecnico sulla situazione: «per evitare possibili malori sia per gli studenti fragili che per gli insegnanti, la cui età media, da statistica, è spesso elevata – asserisce Romano Pesavento, il presidente del CNDDU – Riteniamo necessario ritornare sull’argomento in modo da ipotizzare soluzioni adeguate e tempestive».
In tempi non sospetti invece la SIMA, la Società Italiana di Medicina Ambientale, nel mese di aprile dichiarava che rientrare a scuola nel mese di settembre avrebbe potuto costituire un pericolo per gli studenti poiché le alte temperature, da quasi 5 anni, si protraggono ben oltre l’inizio tradizionale dell’anno scolastico. «Lo scorso settembre – spiega Alessandro Miani, presidente della SIMA – abbiamo assistito a malori e mancamenti tra gli studenti, soprattutto al Sud, a causa del caldo eccessivo nelle aule».
Le proposte della società sono:
Infine, anche la componente dei genitori non è contenta dell’attuale calendario scolastico. Lo scontento dei genitori, infatti, si è manifestato sulla piattaforma “change.org”, la nota piattaforma per indire petizioni online, dove Sarah Malnerich e Francesca Fiore, autrici e attiviste femministe, meglio note con l’irriverente nome “Mammedimerda”, hanno lanciato nel settembre del 2023 una petizione chiamata “Ristudiamo il calendario”. Insieme a WeWorld Onlus, un’organizzazione indipendente impegnata da 50 anni a garantire i diritti di donne, bambine e bambini, denunciano un calendario scolastico indietro con i tempi e insostenibile per docenti e studenti. Le proposte della petizione, che ha raggiunto oltre 60 mila firme, sono:
Perciò, una proposta molto diversa da quella della SIMA e che spinge per una riaperture tempestiva delle scuole e un rinforzamento di esse, perché «la lunghissima pausa scolastica moltiplica le disuguaglianze, favorisce la perdita di competenze cognitive e relazionali di bambine, bambini e adolescenti e scoraggia la conciliazione di vita-lavoro per tanti genitori costretti a destreggiarsi tra campi estivi costosissimi» dichiarano le “Mammedimerda” all’interno della petizione.
Dunque, le opinioni sono svariate: chi pensa che bisogna posticipare l’apertura delle scuole, chi pensa che bisogna migliorare le strutture delle singole aule per migliorare il benessere degli studenti e chi pensa che bisogna abolire la pausa estiva per una maggiore continuità didattica. E gli studenti? Risulta chiaro che associazioni, sindacati, organizzazioni e comitati, ancora insegnanti, pediatri, scienziati e attivisti se ne infischiano del parere degli studenti, i protagonisti, o i presunti tali, della scuola. Ancora una volta la prova che in Italia la parola dei giovani è considerata “non matura” e non degna di ascolto.
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