
Le scuole che versano nel degrado a Napoli tornano al centro del dibattito dopo le denunce di decine di mamme di Fuorigrotta. Negli istituti Minniti e Kennedy, i genitori segnalano condizioni igieniche precarie e pasti scolastici inaccettabili. La vicenda ha spinto il deputato Francesco Emilio Borrelli (AVS) a chiedere ispezioni urgenti da parte dei NAS e dell’ASL.
Dalle testimonianze emerge una condizione penosa: bagni scolastici perennemente sporchi, odori disgustosi, presenza di blatte e mense in condizioni igieniche preoccupanti. «Siamo disperate, raccontano le mamme- ai nostri figli servono pomodori germogliati, fagiolini non puliti e cibi crudi. Il personale ha persino chiesto ai bambini di toccare il cibo con le mani per capire se fosse commestibile».
Le famiglie chiedono responsabilità da chi gestisce il servizio della mensa, affidato a una ditta con sede a Melito, già coinvolta in precedenti segnalazioni in altre scuole napoletane. «Le immagini che abbiamo ricevuto parlano da sole– ha dichiarato Borrelli congiuntamente a Rosario Pugliese di Europa Verde- Diventa necessaria una verifica urgente. La salute dei bambini deve essere una priorità assoluta».
Le scuole che versano nel degrado a Napoli mostrano un problema più profondo: quello delle disuguaglianze sociali. I bambini delle famiglie con minori risorse vivono la scuola pubblica come unico spazio di protezione e nutrimento. Quando anche questo di deteriora, si rompe un equilibrio fragile. Il pasto, che dovrebbe essere un momento educativo e comunitario, diventa simbolo di abbandono.
In molte periferie, la qualità del cibo deve adattarsi a standard sempre più bassi. Le mense scolastiche, nate per garantire uguaglianza, rischiano di trasformarsi nell’ennesimo specchio delle disuguaglianze urbane.
Le famiglie chiedono controlli rigorosi e maggiore trasparenza negli appalti e la pubblicazione periodica dei risultati delle ispezioni «Non vogliamo polemizzare- affermano le mamme- ma pretendiamo rispetto per i nostri figli».
Borelli ha confermato di aver inviato una segnalazione formale ad ASL e NAS, chiedendo verifiche immediate su igiene, alimenti e gestione del servizio. Intanto, cresce l’indignazione dei cittadini: a Napoli, città delle mille eccellenze educative, non si può accettare che i bambini mangino male e vivano in contesti degradati.
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