
Le immagini generate dall’intelligenza artificiale in stile Studio Ghibli stanno conquistando il web, ma sollevano una questione fra gli autori: il copyright è carta straccia?
Con il lancio del modello Gpt-4o di OpenAI, il mondo digitale è stato travolto da una nuova forma di espressione artistica. Le immagini Studio Ghibli AI, ispirate all’inconfondibile stile di Hayao Miyazaki, hanno trasformato scene di vita reale, eventi storici e personaggi celebri, e ovviamente meme depravati in “opere” dal fascino unico. Anche Sam Altman, CEO di OpenAI, si è lasciato coinvolgere, sostituendo la sua foto profilo con una versione “in stile Ghibli”. Ma dietro questa ondata creativa, si nasconde un problema che non può essere ignorato: il copyright è carta straccia? Gli autori si interrogano su come OpenAI abbia addestrato il suo modello e se siano stati utilizzati materiali protetti da diritto d’autore per raggiungere tali risultati, modelli così precisi probabilmente hanno analizzato migliaia, se non milioni di dati.
Le immagini Studio Ghibli AI sono solo la punta dell’iceberg. Aziende come OpenAI, Meta e Midjourney sono già coinvolte in cause legali per presunte violazioni del copyright legate all’uso di opere protette per l’addestramento dei loro modelli. La questione non riguarda solo l’arte, ma anche il futuro della proprietà intellettuale in un mondo sempre più dominato dall’intelligenza artificiale. Possiamo ancora proteggere il diritto d’autore? Senza una regolamentazione chiara, il rischio è che la creatività umana venga svalutata, mentre l’AI continua a sfruttare opere esistenti per generare nuovi contenuti.
Tutti usiamo o useremo le immagini generate dall’ AI, ma il prezzo da pagare potrebbe essere alto, moralmente alto. Se da un lato queste creazioni affascinano milioni di utenti, dall’altro mettono a rischio il valore del copyright, che rischia di diventare davvero carta straccia. Il futuro dipenderà dalla capacità di regolamentare l’uso dei dati per l’addestramento dei modelli AI, altrimenti si svaluterà la capacità creativa dell’autore, dei creativi e di chi soffre per vedere nascere un’ opera artistica. Non è una questione di soldi, non tutto può essere un deserto digitale, non possiamo perdere la nostra capacità di dare vita all’arte.
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