In un’intervista rilasciata qualche giorno fa alla rete televisiva americana CBS, Papa Francesco ha affrontato diversi temi: dalla guerra in Ucraina e Gaza, ai migranti, agli abusi sessuali nella Chiesa.
Tra le questioni trattate c’è il diaconato alle donne sul quale il papa ha pronunciato un “no” deciso: «Se si tratta di diaconi con gli ordini sacri, no». Eppure papa Bergoglio, nel 2016 e nel 2020, aveva istituito due commissioni, che ricostruissero, dal punto di vista storico, la questione e verificassero se e in che modo esistessero le donne diacono nella Chiesa primitiva.
Bergoglio ha chiarito che «le donne hanno sempre avuto la funzione di diaconesse senza essere diaconi. Le donne sono di grande servizio come donne, non come ministri all’interno dell’Ordine Sacro». Per il Papa «fare spazio alle donne nella Chiesa non significa dare loro un ministero».
La richiesta di avere donne diacono nella Chiesa è una richiesta avanzata dai cattolici di tutto il mondo nelle consultazioni che hanno preceduto gli ultimi sinodi. Nell’ultimo sinodo, alla fine di ottobre, i vescovi hanno approvato una relazione finale che diceva, tra l’altro: «Si prosegua la ricerca teologica e pastorale sull’accesso delle donne al diaconato, giovandosi dei risultati delle commissioni appositamente istituite dal Santo Padre e delle ricerche teologiche, storiche ed esegetiche già effettuate. Se possibile, i risultati dovrebbero essere presentati alla prossima Sessione dell’Assemblea».
Se si intravedeva la possibilità del diaconato alle donne è perché il Concilio Vaticano II, la riunione di tutti i vescovi del mondo sotto la guida del papa, aveva ripristinato, già nel 1965, il diaconato permanente, quel ministero ecclesiale che consente anche ad uomini sposati di svolgere alcune funzioni specifiche: amministrare il Battesimo, celebrare il Matrimonio e officiare i funerali. Fu un ritorno alla Chiesa delle origini, quella più vicina alla predicazione di Gesù e all’esperienza degli apostoli che indirizzarono la prassi ecclesiale, quella più autentica.
In un’intervista rilasciata al quotidiano dei vescovi italiani Avvenire, la professoressa e teologa Emanuela Prinzivalli docente di Storia del cristianesimo all’università “La Sapienza” di Roma, dichiarò che «I casi palesi di “donne diacono” si manifestano chiaramente alla fine del IV secolo – si pensi alla Chiesa di Costantinopoli – come Olimpia amica di Giovanni Crisostomo che viene ordinata con l’imposizione delle mani da lui. Erano dedite alla liturgia e alla cura pastorale della parte femminile della Chiesa di quel tempo. Altro esempio? Ci arriva dalla “Didascalia apostolorum” in Siria nel III secolo: nel cui testo, di tipo canonistico, si afferma che le donne non possono essere preti me c’è l’affermazione precisa di “donne diacono” dove addirittura la diaconessa è immagine dello Spirito Santo. Gli spazi del diaconato femminile da allora specialmente nella Chiesa d’Occidente si restringeranno progressivamente. Ma i casi di studio da cui partire sono innumerevoli».
A seguito dei numerosi riferimenti fatti da papa Francesco alla necessità di ripensare il ruolo della donna nella Chiesa, nel 2015 la rivista cattolica “Il Regno” pubblicò una traduzione di un documento di lavoro elaborato nella primavera del 1976 dalla Pontificia commissione biblica sul ruolo delle donne nella Bibbia. La commissione è un organismo consultivo della Santa Sede con a capo il prefetto del Sant’Uffizio.
Il testo del parere, a firma del cardinale Franjo Seper, e di altri 20 vescovi cattolici, fu pubblicato solo in inglese nel 1977 e fu tenuto riservato. Sono noti i risultati delle votazioni dei 17 vescovi presenti su 20: le 3 questioni sottoposte a voto, tutte approvate, erano: 1) il Nuovo Testamento non afferma in modo chiaro se le donne possono diventare prete (voto unanime); 2) i motivi scritturistici non sono sufficienti da soli a escludere la possibilità dell’ordinazione delle donne (12 a 5); 3) il piano di Cristo non sarebbe violato con l’ordinazione delle donne (12 a 5).
Nonostante il voto plebiscitario, nel 1976 la Congregazione della dottrina della Fede, di cui la commissione biblica fa parte, pubblicò il documento Inter insigniores che non considerava lecita l’ordinazione sacerdotale delle donne.
Sono passati undici anni da quando il conclave elesse al soglio pontificio Jorge Mario Bergoglio. «Sembra che i miei fratelli Cardinali siano andati a prenderlo quasi alla fine del mondo», disse lui stesso durante il primo saluto alla Chiesa universale dalla loggia di San Pietro. Un papa impastato di teologia della liberazione, con una visione di Chiesa alquanto orizzontale, che il suo predecessore, Joseph Ratzinger, aveva più volte condannata perché troppo “appiattita sull’uomo” e poco tendente a Dio. E sul papa venuto dalla fine del mondo i cattolici riponevano tante aspettative, soprattutto speravano in una visione di Chiesa più al passo con i tempi e meno legata a schemi millenari. Ma dopo un decennio di proclami e marce in dietro, il pontificato bergogliano sembra cominciare a mostrare i suoi limiti.
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...