
I seahorse dad, o padri cavalluccio marino, sono persone trans che hanno deciso di portare avanti una gravidanza. Il nome è dovuto al fatto che in natura è il maschio di tale specie a partorire. In Italia questo ambito é trattato come taboo. Mentre nel resto del mondo è molto più frequente di quanto si creda anche se questo evento sociale è ancora in fase di studio.
il primo seahorse dad italiano è la storia di un ragazzo romano. Ha iniziato il percorso di transizione tempo fa, negli anni si sarebbe sottoposto a terapie ormonali e a una mastectomia. Il suo cambio di genere è riconosciuto anche all’anagrafe, e risulterebbe quindi di genere maschile sui documenti ufficiali. Ha scoperto della gravidanza durante le visite di preparazione all’isterectomia, ossia l’operazione di asportazione dell’utero. Nel mondo si parla di persone che decidono di intraprendere volontariamente la gestazione. Infatti interrompono le terapie ormonali per portare avanti la gravidanza. La terapia può rendere meno fertili, ma non impedisce del tutto una gravidanza.
L’evoluzione della situazione é incerto dato che saranno necessari accertamenti medici sia per l’uomo che per il feto. In più ci sono problematiche di natura burocratica e legale. Solo chi all’anagrafe figura come donna può accedere all’Ivg (Interruzione volontaria di gravidanza) ma se il bambino dovesse nascere, sorgerebbero problemi con il riconoscimento. Inoltre si cade troppo spesso nel errore nel riportare la notizia in maniera incorretta. Mostrificando i corpi trans, partendo dal mancato rispetto dell’identità di questo ragazzo, viene già definito “futura mamma” e dipinto come un esempio di stortura.
Il primo caso di seahorse dad ha luogo in America, Thomas Trace Beatie é il primo uomo trans a partorire. Quando lui e la compagna decisero di mettere su famiglia, Beatie scelse di portare in grembo il bambino, poiché Nancy era sterile. Nel 2008 rimase incinto con successo, due volte con lo sperma di un donatore, facendo nascere entrambi i bambini senza complicazioni. Beatie ha dichiarato di non sentire alcun conflitto tra la sua gravidanza e il suo genere come uomo, dicendo che si considerava il padre del bambino e sua moglie Nancy la madre. Ovviamente fu oggetto di numerose critiche alle quali a risposto dicendo: “Non è un desiderio maschile o femminile voler avere un figlio è un desiderio umano. Sono una persona e ho il diritto di avere il mio figlio biologico”.
La gravidanza di Beatie ha messo in discussione le definizioni sociali e legali di ciò che costituisce essere un uomo o una donna contribuendo a promuovere le questioni transgender nei media. Altri uomini trans avevano partorito prima di Beatie, ma non erano stati né denunciati né riconosciuti legalmente come maschi. Riducendo il tutto a uno “spettacolo strano”. Queste sono vicende relativamente recenti , le università non formano abbastanza per rendere in nuovi professionisti capaci di gestire queste situazioni men che meno i medici in via dì pensionamento,chi ha interesse in questi temi deve intraprendere altri studi di tasca propria. Purtroppo queste persone sono vittime di pregiudizi in tutto il mondo.
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...