
Il 25 agosto 2026 con la legge Nordio entra in vigore il gip collegiale: secondo l’Associazione Nazionale Magistrati il rischio di paralisi per la giustizia penale è alto.
La legge Nordio, la numero 114 del 2024, la stessa che ha previsto l’abrogazione del reato d’abuso d’ufficio e la limitazione delle intercettazioni a 45 giorni prorogabili solo in casi eccezionali, ha stabilito l’introduzione del gip collegiale.
Il nuovo articolo 328 del c.p.p. ha infatti assegnato al giudice per le indagini preliminari in composizione collegiale la competenza esclusiva delle decisioni sulle richieste di custodia cautelare in carcere. Una riforma dalla forte impronta garantista, visto che un collegio di giudici da maggiore garanzia di un esame più ponderato del materiale probatorio. Riducendo in questo modo i rischi di errori in giudizi così delicati rispetto ad un giudice in composizione monocratica. Ed infatti al 2018 la percentuale di detenuti in custodia cautelare era superiore al 32% secondo l’associazione Antigone. In carcere da presunti innocenti dunque, a norma dell’articolo 27 della Costituzione.
L’Associazione Nazionale Magistrati ritiene però che questa modifica porterà alla paralisi dei tribunali medi e piccoli, provocando un aumento dei tempi del processo in quelli più grandi.
Il primo problema riguarda la carenza di organico. Infatti secondo i dati del Csm a giugno 2025 per l’ufficio del Gip in tutta Italia sussisteva una scopertura di organico che superava le 120 unità. L’organico inadeguato non è pero l’unico problema. Con il Gip collegiale aumenterebbero in misura esponenziale i casi di incompatibilità, visto che i giudici delle indagini preliminari non possono partecipare alle fasi seguenti del processo penale.
Si segnalano poi criticità per i reati rientranti nel c.d. Codice rosso, come stalking o maltrattamenti in famiglia. In questo caso l’obbligo del gip collegiale potrebbe ritardare la rapida adozione di misure cautelari personali, fondamentale per proteggere le presunte vittime.
Pertanto la richiesta della Giunta esecutiva centrale dell’ANM è la sospensione immediata dell’entrata in vigore della norma, fino all’adeguamento delle piante organiche. Ampliando poi la riflessione sulla atavica mancanza di magistrati in attività, che in Italia sono poco più della metà della media europea.
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