
«Prendiamo la parola legami. Spostando un accento cambia il significato. Però quanto è vero che un accento dice quello che i bua sottintendono. I bua vogliono che i legami li leghino, fin da piccoli e per tutta la vita. Ci si ingarbugliano dentro a volte. Altre volte li tengono ad una distanza siderale e durissima. Spesso li trasformano in elastici dove la prospettiva cambia continuamente: legandosi salgono su oppure precipitano. Si raccontano che non vogliono essere legati, ma se non lo sono manca l’aria che pompa il loro cuore. Se lo sono troppo, manca l’aria che respirano dal mondo. La parola legami porta in sé strutturalmente l’ambivalenza della lingua e quella della loro natura che l’ha prodotta. I bua sono coerenti nella loro incoerenza».
Questa lucida riflessione sui rapporti umani appartiene alla cinica e simpatica gatta Luna, protagonista del romanzo “Sembrava un british invece era un merdish 2. Saluto alla regina” pubblicato dalla casa editrice Scatole Parlanti. Un “numero due” che segue un primo, fortunato volume apparso sugli scaffali delle librerie a partire dall’aprile 2022 e del quale “Informare. Magazine di libera informazione “ha già parlato in precedenza (vedi articolo di Angelo Morlando, numero 234, anno XX, ottobre 2022).
Neuropsichiatra infantile, psicoterapeuta e direttrice sanitaria di AIAS ETS a Milano, l’autrice Olivia Ninotti ha tutte le carte in regola per poter trattare temi complessi come la pubertà, l’adolescenza e l’accettazione della perdita di una persona cara e lo fa con leggerezza, grazie al suo stile chiaro, immediato e brioso, riuscendo nell’intento di catturare le sfumature della vita quotidiana di una famiglia moderna, alle prese con i ritmi indiavolati di una società sempre di corsa. Una famiglia composta da due cosiddetti “bua” e da tre “bubbi”, dove per “bua” si intendono i bipedi, gli umani adulti e per “bubbi” i loro figli.
Questi sono alcuni dei fantasiosi termini utilizzati dalla protagonista del libro per definire il mondo domestico che la circonda e che vanno a comporre il glossario felino presente alla fine del libro. Un glossario che comprende anche il “gattosguardo”, ovvero l’espressione con cui il gatto ammalia gli umani, e la “tuspazza”, sinonimo di lettiera. I protagonisti di questo nuovo romanzo sono sempre Luna, una gatta di razza Scottish Fold e voce narrante della storia. Occhio di Sauron, la “Vecchia” gatta con una zampa nella fossa e anche “regina” del titolo del libro e infine Stecca anche detto Boiler per le sue fattezze un po’ “arrotondate”, l’ultimo dei felini arrivato in casa. Ai tre protagonisti a quattro zampe si aggiungono gli elementi della famiglia di umani con i loro nonni e alcuni personaggi nuovi, come un cane capitato tra quelle mura quasi per caso e un quarto gatto, che non è chi vuole sembrare.
Si sorride spesso, e ci si commuove anche, leggendo le pagine di questo riuscito esperimento narrativo, che può essere facilmente accostato ad una sorta di cocktail mescolato e non agitato di “Casa Vianello”, “Senti chi parla” e un bel numero di libri di psicoterapia di Sigmund Freud e di educazione. A quando una trasposizione televisiva con relativo merchandising?
di Achille Callipo
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