
Santa Maria Capua Vetere, 27 marzo 2025 – I militari del Reparto Operativo dei Carabinieri di Mondragone, insieme alla Guardia Costiera e al Nucleo Carabinieri Forestale di Castel Volturno, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo dell’impianto di sollevamento delle acque reflue situato nella località Pinetamare, presso l’ex Darsena “San Bartolomeo”. La misura, disposta dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della Procura, è il risultato di indagini complesse avviate dopo la moria di fauna acquatica verificatasi nell’agosto 2023 nelle acque della darsena.
L’impianto è di proprietà privata e riconducibile ad una delle società della famiglia Coppola.
In realtà da mesi sono in corso dei lavori sull’impianto di sollevamento in questione, ma è evidente l’assoluto ritardo con il quale si sono intraprese queste azioni. Riguardo l’evento dell’Agosto 2023, abbiamo già ampiamente trattato della celebre “moria dei pesci” nella Darsena, evidenziando come l’evento potesse essere collegato più alle forti piogge che allo scarico di materiale tossico-nocivo.
Occorre chiarire che la presenza di escherichia-coli e di altri batteri all’interno dell’impianto è del tutto normale dato che si tratta di un impianto di sollevamento. Chiarito questo aspetto, resta l’assoluta gravità di quanto contestato dalla Procura con sversamenti di acque reflue urbane direttamente a mare, colpevoli di un inquinamento ambientale che ha contribuito a minare lo sviluppo di Castel Volturno.
Le investigazioni, condotte con il supporto tecnico dell’ARPAC Caserta, hanno rivelato che l’impianto – di proprietà privata – presenta gravi difetti strutturali che ne compromettono il funzionamento. Durante i sopralluoghi è emerso che le acque reflue urbane, invece di essere convogliate nel collettore fognario, finiscono direttamente in mare senza alcun trattamento di depurazione. Le analisi chimiche hanno rilevato elevate concentrazioni di Escherichia coli e azoto, con gravi conseguenze per l’ecosistema marino.
La Procura ha sottolineato che le indagini sono ancora in fase preliminare e che le attività si sono svolte in assenza di contraddittorio. Spetterà al Giudice valutare eventuali responsabilità. Il Procuratore Pierpaolo Bruni ha firmato il comunicato, ribadendo l’importanza di accertamenti rigorosi per tutelare l’ambiente e la salute pubblica.
L’inquinamento delle acque rappresenta una minaccia per la biodiversità e per le attività economiche legate al mare. Le autorità continueranno a monitorare la situazione, mentre l’impianto resterà sequestrato fino al completamento delle indagini.
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