
È la giornata in cui la capolista della Serie A dà l’ennesimo segnale al campionato: vinta una partita difficile, ostica, complicata, scontro diretto più per la classifica che per il gioco espresso. Una partita giocata con maturità, consapevolezza e pazienza. Pensare alla vittoria finale è più che prematuro, il percorso nasconde ancora moltissime insidie, ma ad oggi è la squadra che esprime il miglior calcio in Italia e non solo e questo è innegabile. Il Milan segue la scia, mentre altro segnale arriva dalla Lazio di Sarri che annichilisce Gasperini e ricorda a tutti di esserci per i piani alti della classifica.
Anche se per Mourinho la vittoria non è meritata, il Napoli vince e convince. Stavolta non con la solita goleada ma giocando con attenzione, concentrazione e pazienza, mostrando una consapevolezza della propria forza raramente vista in questa squadra. Alla pazienza e alla sagacia tattica, ai cambi tattici e alla capacità di non cadere nelle trappole giallorosse, si è aggiunto il colpo del singolo, forse troppo spesso sottovalutato. Gol di pregevole fattura quello di Victor Osimhen!
Vince e convince anche il Milan contro il più modesto Monza, capace di impensierire i rossoneri solo per qualche minuto, dopo la punizione di classe di Filippo Ranocchia. Ancora Brahim Diaz sugli scudi, ancora Leao protagonista, pur toccando pochissimi palloni. La nota lieta Origi, autore di una grande prestazione coronata da gol e assist, intensifica ancora di più il sorriso.
All’inseguimento del duo Napoli-Milan, attualmente le più accreditate per la lotta alla prima posizione per calcio e continuità, si fermano Atalanta e Roma con un dato che le accomuna: 0 tiri in porta.
Dato preoccupante, figlio di due strategie diverse: l’Atalanta non è riuscita ad imporre il suo calcio, sotto i colpi di una Lazio che sembra aver finalmente incamerato il Sarrismo puro, mentre la Roma torna a casa con 0 punti per una rinuncia dichiarata di produrre calcio. Tra le due si inserisce proprio la Lazio, che supera la Roma e va a pari punti con l’Atalanta al terzo posto.
Danno continuità ad una rinascita, seppur da presupposti diversi, Inter e Juve. Gli uomini di Inzaghi acciuffano in extremis il 4 a 3 contro la Fiorentina con un gol a dir poco fortuito e con un carico di polemiche per la direzione arbitrale più che discutibile. Allegri e i suoi, invece, aprono il turno con un convincente 4 a 0 all’Empoli.
Il Torino torna alla vittoria dopo quasi due mesi e sceglie una delle avversarie più complicate di questo periodo per farlo. L’Udinese di Sottil fa la sua solita partita di intensità e meccanismi rodati, ma la poca incisività sotto porta e la grande partita degli uomini di Juric portano alla seconda sconfitta in campionato. I bianconeri non perdevano dal 13 agosto! Il Torino, come detto, la vince con determinazione e con un Pellegri finalmente al primo gol in campionato. Il vuoto lasciato da Belotti, è evidente, non può essere colmato solo da Sanabria, attaccante che per struttura fisica non può dare sempre il peso specifico necessario. Forse anche per questo (ma non solo) la vittoria mancava da quasi due mesi!
Anche il Sassuolo torna alla vittoria dopo due sconfitte consecutive. Nonostante le tante assenze importanti (Berardi su tutti), Dionisi continua a proporre la sua idea di calcio e lo fa gettando nella mischia giovanissimi come il 2004 D’Andrea e nuovi innesti un po’ sottovalutati come Laurientè. Proprio quest’ultimo e il costantemente in crescita Frattesi rispondono al gol iniziale di Ceccherini e regalano i tre punti ai neroverdi.
La Fiorentina di Italiano è partita con ben altre aspettative e mercato estivo e composizione della rosa facevano sperare quanto meno ad una lotta per l’Europa. Per ora, invece, il percorso dei viola è stato più tortuoso del previsto e anche quando la prestazione migliora e l’attacco porta a casa tre gol, la sfortuna mette i bastoni tra le ruote. Non è stata una brutta partita quella con l’Inter e sono tornati al gol sia Cabral che Jovic, ma il tocco infelice di Venuti (sì, ancora lui) ha vanificato tutto. Aldilà della sfortuna, manca incisività in attacco, manca solidità in difesa e probabilmente prima del Mondiale si delineeranno più precisamente gli obiettivi a cui potrà ambire.
Discorso diverso, invece, per la Salernitana di Nicola, contentissima di far parte del gruppo di quelle che provano a tenersi lontane dalla zona calda. Vittoria fondamentale in uno scontro diretto con lo Spezia di Gotti con un gol pazzesco di Pasquale Mazzocchi, terzino in vero stato di grazia. Trova la prima vittoria anche Thiago Motta, con una partita convincente che fa seguito ai buoni segnali intravisti anche contro il Napoli. Le ultime uscite fanno riflettere su quanto potesse essere Mihajlovic il vero problema di questa squadra, ma la vittoria fa morale e classifica e questo è ciò che conta. Arnautovic, intanto, continua ad essere capocannoniere della Serie A, tra gli uomini più decisivi del campionato, in grado di cambiare volto alla squadra.
Perde l’Empoli contro una Juventus in crescita, ma non sono queste le partite in cui Zanetti deve accumulare punti per restare in Serie A.
“Il Derby delle ultime” lo aveva definito Dejan Stankovic e il neo allenatore della Samp sa come si vincono i derby. Vittoria fondamentale per i blucerchiati contro la Cremonese, per lasciare l’ultima posizione in classifica e ritrovare morale e convinzione per lottare per la permanenza in Serie A. Vittoria fondamentale anche per le contestuali sconfitte delle cinque attuali concorrenti. Il Monza spazzato via dal Milan in una partita senza troppe pretese. Più “problematiche” le sconfitte di Spezia e Lecce contro Salernitana e Bologna, perché un risultato positivo le avrebbe potute tirare fuori dalla sabbie mobili della Serie B. Discorso a parte per il Verona del nuovo allenatore Bocchetti. Prestazione che dà tanti spunti da cui ripartire, anche se la classifica resta davvero molto preoccupante con appena 5 punti in 11 gare.
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