
Il campionato di Serie A post Mondiale che, per gli addetti ai lavori, avrebbe dovuto riservare innumerevoli sorprese continua a stupire. Probabilmente, nelle analisi dei salotti e delle trasmissioni sportive con o senza giacca della domenica sera si faceva riferimento – più o meno esplicitamente – all’andamento straordinario del Napoli di Spalletti, capace di staccare il Milan secondo di ben 8 punti e all’impossibilità (secondo loro) di mantenere questo trend anche da gennaio in poi. Effettivamente questo primo mese del 2023 continua a scrivere pagine di un campionato veramente singolare, ma a differenza di quanto si pensasse il divario tra lo schiacciasassi Napoli e il resto delle contendenti al titolo è addirittura diventato di 13 punti! Questo nonostante la sconfitta nello scontro diretto contro l’Inter.
Si susseguono esami di maturità, istanti in cui si teme (o spera) che gli uomini di Spalletti cedano per inesperienza, immaturità tattica e/o caratteriale, eppure tutto sembra lasciar presagire un girone di ritorno all’insegna di quello d’andata. Troppa distanza con le altre, non solo in termini di punti, ma di gioco e consapevolezza.
Nel campionato “delle altre” vincono Inter e Atalanta, mentre rallentano ancora Milan, Roma e Lazio. La Juventus continua il suo momento no cominciato proprio dalla batosta col Napoli, al cospetto di un ottimo Monza.
Ennesimo esame di maturità, ennesima partita complicata, bloccata, insidiosa. Ennesima vittoria! Una Roma messa bene in campo prova a mettere in difficoltà la capolista provando ad imporre la propria idea di gioco (a differenza di quanto visto all’andata). Un gol pazzesco di Osimhen spezza l’equilibrio e porta il Napoli in vantaggio, allontanando i fantasmi di una partita bloccata fino alla fine. Il gol del solito El Shaarawy riporta in parità la gara a 15′ dalla fine per un pareggio che tutto sommato non avrebbe fatto strappare i capelli ai tifosi azzurri. La squadra, però, sembra veramente non cadere mai nel tranello della sazietà, dato che il piatto Scudetto non è stato ancora mangiato veramente. Non cade nei tranelli nemmeno Spalletti, coraggioso a tirare fuori Osimhen per dar spazio all’uomo della provvidenza: il Cholito Simeone. Disponibilità e gol decisivi sono il suo marchio di fabbrica e il pallone messo sotto la traversa per il definitivo 2 a 1 ne è l’ennesima prova.
Vincono le due inseguitrici nerazzurre. L’Inter la ribalta dopo essere andata in svantaggio contro la Cremonese. Prestazione non proprio indimenticabile e sensazione di superiorità mai percepita, nonostante le due squadre siano agli antipodi della classifica. Continua, invece, il suo momento positivo l’Atalanta che batte la modesta Sampdoria con il solito Lookman sugli scudi.
Crolla sotto i colpi della ormai “bestia nera” Sassuolo il Milan di Pioli. Squadra spenta, svogliata, disorganizzata tatticamente, sfiduciata, lontana parente di quella che vinceva il campionato appena 8 mesi fa. Perde la Roma, che però si porta dalla partita col Napoli più conferme e certezze che patemi. Pareggia la Lazio contro la Fiorentina.
A 8 punti dalla zona Europa l’Udinese settima in classifica, a 10 punti dalla zona retrocessione la Juventus tredicesima: in mezzo tutte le squadre che galleggiano a metà classifica provando a mantenere le giuste distanze dal basso e sognando di accorciare quelle dai posti che contano. I bianconeri di Sottil danno conitnuità dopo un periodo negativo: 4 punti in due gare e pareggio con il Verona in una partita combattuta e tutt’altro che scontata, dato la posta in palio soprattutto per gli scaligeri.
Pareggio anche per il Torino, ma in rimonta contro un ottimo Empoli. I granata crollano sotto i colpi della freschezza e del dinamismo toscano, ma la riacciuffano con Ricci e Sanabria e con un uomo in particolare in copertina: Miranchuk, da cui sembrano non poter prescindere in questo momento.
Pareggia anche la Fiorentina con la Lazio, con un bel gol del ritrovato Nico Gonzalez, mentre vince il Bologna contro lo Spezia.
Unica sconfitta del gruppo di metà classifica di Serie A la Juventus, messa sotto da un ottimo Monza. La squadra di Palladino fa bottino pieno tra andata e ritorno con due prestazioni importanti per attenzione e proposta di gioco, al contrario della squadra di Allegri, assente ingiustificata dal campo. La penalizzazione pesa psicologicamente? Può darsi, ma non è una giustificazione. Anche senza di essa, la distanza dal Napoli primo sarebbe di ben 15 punti!
La Salernitana ristabilisce le distanze e torna alla vittoria nello scontro diretto contro il Lecce. La squadra di Baroni resta abbastanza tranquilla per l’obiettivo permanenza in Serie A, forte dei 7 punti che la separano dal Verona, ma 2 punti in 4 partite sono un campanello d’allarme.
Vince il Sassuolo demolendo il Milan. Risultato inaspettato, ma fondamentale per morale e classifica, così da tenere lontano un vortice negativo che sembrava cominciare ad avvolgerlo. Sconfitto lo Spezia da un ottimo Bologna: vita dura per i liguri quando non c’è Nzola.
8 punti nelle ultime 5 partite non sono pochi, per una squadra che nelle precedenti 15 ne aveva totalizzati appena 5, ma il Verona continua a stazionare in zona retrocessione. Il pareggio con l’Udinese sa più di occasione mancata che di punto guadagnato. Discorso più preoccupante per Cremonese e Sampdoria che non danno segnali incoraggianti in quanto a gioco e anche a convinzione di poter uscire dalla zona buia della classifica. Sono pronte a lasciare la Serie A?
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