
A Castel Volturno sette consiglieri di maggioranza hanno firmato una mozione di revoca del presidente del consiglio Giulio Natale, a seguito di quanto accaduto nell’ultimo consiglio comunale. A 5 mesi dalla fine del mandato, la maggioranza di Castel Volturno dà vita ad una nuova faida interna (l’ennesima).
Rinviamo alla nostra analisi per comprendere cos’è successo nel passato consiglio comunale, ma nel frattempo cerchiamo di capire cosa sta accadendo e perché la figura di Giulio Natale è così rilevante in ottica delle future elezioni.
I sette consiglieri di maggioranza che hanno siglato la mozione di sfiducia e convocato una seduta consiliare straordinaria sono: Antonio Luise, Francesca Luongo, Giovanni Milone, Assunta Grieco, Vincenzo Riccardo, Dario Napolitano, Giuseppe Daria.
Le firme che occorrono per far passare la mozione di revoca sono nove, ai sette si aggiungerà Luigi Petrella e a mancare sarebbe solo Veronica Sperlongano, ago della bilancia che spesso si muove tra maggioranza e opposizione.
Una situazione un po’ paradossale, dato che il presidente del consiglio Natale aveva già firmato la sfiducia al sindaco per poi astenersi durante la votazione, aizzando i consiglieri di opposizione che l’hanno dipinto come “un traditore“.
Dopo il colpo di coda tutti si aspettavano le dimissioni immediate di Giulio Natale. Anche il sindaco Luigi Petrella se le aspettava, tanto che nel suo intervento era convinto che le dimissioni di Natale sarebbero arrivate in quella sede.
E invece Giulio Natale ha retto, almeno fino ad ora, anche se la mozione di revoca formalizzata dai suoi ex compagni è molto dura. La maggioranza imputa a Natale “una serie di condotte politiche realizzate all’interno del Consiglio ed in altre sedi dove ha assunto un atteggiamento incompatibile con il ruolo istituzionale super partes“.
La mozione passerà o Natale arriverà alla seduta straordinaria già dimissionario? Questo è da vedere, ma occorre sottolineare l’estremo ritardo sia delle dimissioni del presidente che della richiesta di revoca della maggioranza.
L’astensione di Natale alla mozione di sfiducia va interpretata senza alcun dubbio come uno smacco alla maggioranza: una tacita sfiducia che non ha causato conseguenze né a lui né a Petrella.
Nel frattempo c’è chi è dubbioso, soprattutto perché Natale può contare su un bacino di voti importante e quindi, per chi non ha moralità politica, schierarsi contro di lui sarebbe poco conveniente.
Seguendo questo filone, possiamo fare delle ipotesi sul ritardo della mozione di revoca da parte della maggioranza. Non è che Petrella e company hanno aspettato così tanto solo per capire se Giulio Natale e Rocco Ambrosone alle prossime elezioni saranno al fianco di Marrandino?
Uno scenario molto probabile vista la rottura con la maggioranza da parte dei due, i quali andrebbero ad aggiungersi agli “scontenti” guidati da Pasquale Marrandino e, forse, Cristina D’Ausilio.
Proprio per la caratura elettorale dei personaggi in gioco, sarà interessante vedere cosa faranno i consiglieri di opposizione, che per logica politica dovrebbero firmare la mozione di revoca senza minimamente esitare.
Le carte sono scoperte: ora bisogna solo vedere se Giulio Natale farà la prima mossa o la subirà.
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