
Era il 1° marzo 1773 quando a Caserta moriva Luigi Vanvitelli. Nato nel 1700 da padre olandese e madre napoletana, gli fu imposto il nome di battesimo in onore di Luis Francisco de la Cerda y Aragon, viceré di Napoli che aveva chiamato suo padre a lavorare alla costruzione del palazzo reale di Napoli. Gaspare, padre di Luigi, era un pittore e ben presto si trasferì a Roma portando con sé tutta la famiglia.
E proprio nella capitale il piccolo si formò alla scuola dell’architetto messinese Filippo Juvarra, progettista, tra le altre, della celebre Basilica di Superga in Piemonte e della Sagrestia Vaticana. Benché il nome di Vanvitelli sia sempre associato al Palazzo Reale di Caserta, egli fu autore di numerosi capolavori sparsi in tutta Italia: dalla Mole che porta il suo nome ad Ancona o dell’Acquedotto Carolino a Caserta o della Casina Vanvitelliana a Bacoli.
Presentato dal Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano in un convegno celebrato alla Reggia di Caserta nello scorso mese di gennaio, il programma delle celebrazioni inizierà oggi presso la Parrocchia di San Francesco di Paola, a pochi metri dal Palazzo Reale, dove riposano i resti mortali di Luigi Vanvitelli. Sepolto dapprima in una fossa comune, come attestato dal Registro dei defunti conservato presso l’archivio parrocchiale, ora riposa in un’urna nella cripta della chiesa. Le celebrazioni prenderanno avvio in chiesa dove alle 10,00, introdotte dal saluto del parroco don Biagio Saiano, con la Solenne Commemorazione dell’architetto della Reggia.
Saranno presenti i sindaci di Caserta e Casagiove Carlo Marino e Giuseppe Vozza, il direttore della Reggia Tiziana Maffei, ed altre personalità di rilievo. Il programma prevede un piccolo concerto di musiche barocche e la lettura di alcune lettere di Vanvitelli. La celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo di Caserta Mons. Pietro Lagnese concluderà la Solenne Commemorazione. Per l’occasione il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha recapitato alla chiesa di San Francesco di Paola una medaglia di rappresentanza. E dalle 9:30 alle 13:30 in collaborazione con Poste Italiane e la Società di Storia Patria di Terra di lavoro è previsto uno speciale annullo filatelico.

Le “Celebrazioni Vanvitelliane” sono promosse dalla Reggia di Caserta in collaborazione con il Comune di Caserta, in un folto programma che ha lo scopo di dare nuovo impulso alla conoscenza non solo della storia di Vanvitelli, ma dell’impegno e della peculiarità del suo linguaggio espresso sia nelle numerose opere presenti sul territorio nazionale, sia nell’influenza internazionale che ebbe attraverso i suoi allievi. Il programma non è ancora del tutto definito ma prevede attività in tutta Italia. Il 1° marzo, la data di inaugurazione delle celebrazioni, sarà segnato da un’apertura straordinaria serale del Museo con il nuovo allestimento permanente delle Sale vanvitelliane degli Appartamenti Reali. Successivamente il Comune di Caserta presenterà al Planetario della città lo spettacolo “Astronomia al tempo di Vanvitelli” e “Vanvitelli alla corte vescovile”: per l’occasione sarà riaperto l’antico palazzo vescovile a Falciano di Caserta.
Coinvolta nella commemorazione anche l’Università Vanvitelli che organizzerà una serie di lezioni e seminari, una tavola rotonda sul tema “La memoria di Luigi Vanvitelli in Terra di lavoro: opere, funzioni e valorizzazione”. L’Università degli Studi Parthenope ha attivato per l’anno accademico 2022-23 un percorso formativo PCTO dal titolo: “L’Acquedotto Carolino, storia, architettura, ingegneria e ambiente” e sta progettando una Summer School sui temi dell’economia e dell’ingegneria, a partire dal caso dell’acquedotto carolino; alla Mole vanvitelliana di Ancona, sede del Museo statale Omero, si terrà il convegno internazionale di studi “Luigi Vanvitelli, il maestro e la sua eredità 1773-2023”. Saranno coinvolti in numerosi progetti anche gli istituti scolastici di numerosi centri della Campania gli istituti scolastici della Campania
Le Celebrazioni si chiuderanno il 1° marzo 2024 alla Reggia di Caserta, con il convegno di studi “L’eredita del Maestro: la Reggia Di Caserta”.
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