
Nelle ultime ore è stato innalzato lo stato di protezione a livello “Charlie” presso alcune installazioni statunitensi presenti in Campania, tra cui la base Naval Support Activity Naples a Gricignano d’Aversa. La misura rientrerebbe nelle normali procedure di sicurezza adottate dalle forze armate statunitensi quando il contesto internazionale viene valutato come più sensibile.
Il livello “Charlie” fa parte del sistema di Force Protection Condition (FPCON) utilizzato dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti per definire le misure di protezione delle installazioni militari. Il sistema prevede diversi livelli, da “Normal” fino a “Delta”, e serve a modulare controlli, pattugliamenti e procedure di accesso in base alla valutazione della minaccia.
Analoghe misure di attenzione sono state adottate anche nell’area dell’aeroporto di Aeroporto di Napoli-Capodichino, dove operano infrastrutture collegate alla presenza militare statunitense.
Nella giornata di ieri, sempre presso l’installazione di Gricignano, sarebbe stato inoltre effettuato un test del sistema di allerta sonora noto come “Giant Voice”, una rete di altoparlanti esterni utilizzata nelle basi militari per diffondere rapidamente messaggi di emergenza o avvisi operativi su tutta l’area dell’installazione. Questi sistemi fanno parte dei cosiddetti mass notification systems, progettati per avvisare il personale in caso di eventi come emergenze di sicurezza, condizioni meteo estreme o cambiamenti nei livelli di protezione.
L’adozione del livello “Charlie” rappresenta una misura precauzionale che può essere attivata temporaneamente in relazione all’andamento dello scenario internazionale. Situazioni analoghe si sono verificate anche in passato e rientrano nei protocolli standard di protezione delle basi.
Il Ministro della Difesa Crosetto ha riferito in Parlamento oggi: “Ho dato mandato al capo di Stato maggiore della Difesa di innalzare al massimo il livello di protezione della difesa aerea e anti balistica nazionale in coordinamento con gli alleati e con la Nato. Di fronte a una reazione sconsiderata possiamo aspettarci di tutto e tutto può essere aspettato. Ad oggi non è pervenuta alcuna richiesta. Non c’è un tema di concessione di basi. Qualora dovessero emergere domande di questo tipo saremmo qua, ma ad oggi non è successo. L’Italia non è in guerra, stiamo cercando di gestire, mitigare in stretto accordo con le nazioni amiche le conseguenze di questo conflitto. Ci dicono che durerà settimane. Eventuali decisioni sulla concessione di basi Usa sul territorio italiano per attacchi in Iran saranno condivise con il Parlamento“.
Al momento non risultano indicazioni di rischi diretti per la popolazione civile. Le attività nelle aree circostanti proseguono regolarmente, mentre all’interno delle strutture interessate vengono applicate procedure di controllo più rigorose fino a eventuali successive valutazioni delle autorità competenti.
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