
Domenico Cirillo era un ragazzo speciale. Non è retorica, è una verità che è emersa dai tantissimi ragazzi che hanno mostrato vicinanza alla famiglia: compagni di scuola, amici del quartiere, gli avversari che incontrava sul parquet con la sua maglietta del Napoli Basket. Domenico ci ha salutato l’anno scorso, a Napoli, a 17 anni, come ennesima vittima della strada mentre attraversava.
A dicembre 2025, i genitori del diciassettenne hanno presentato la Fondazione Domenico Cirillo. Ernesto Maria Cirillo, padre del ragazzo, ci racconta che la morte del figlio ha segnato inevitabilmente un prima e un dopo. «È stato investito -racconta il fondatore- da un ragazzo di 19 anni al quale i genitori hanno dato un bolide che non poteva guidare data la cilindrata, essendo neopatentato. Nei giorni tra l’incidente e la fine di Domenico, ci sono arrivate testimonianze che ci hanno reso davvero molto orgogliosi di lui: aveva un pensiero per tutti quanti. Oggi mi dedico per metà al lavoro e per metà alla fondazione. L’idea non è una commemorazione, ma una celebrazione della vita di un ragazzo di 17 anni che era pieno di passioni. La cosa che mi piace dire è che ci lavorano tutti questi ragazzi; tutte le idee dei progetti e delle attività sono messe in piedi da loro.»
Secondo l’ultimo rapporto dell’ISTAT e di ACI, nel 2024 le morti in strada sono state ben 3030: circa 8 persone perdono la vita ogni giorno. Gli incidenti con lesioni sono 173mila, quelli con feriti oltre 233mila. Nello specifico dei pedoni, l’ISTAT documenta 470 vittime.
La Campania si distingue in negativo: Napoli, rispetto al 2023, registra il più alto incremento di vittime in termini assoluti (+23). Inoltre, il capoluogo è anche la seconda città per pedoni uccisi nel 2024, ossia 24. In tutto, la regione conta 53 vittime di questo tipo. Il tasso di mortalità (ossia le morti sulla popolazione) di Caserta, Salerno e Avellino è rispettivamente di 6.2, 5.8 e 6.3, superiori a quelli della regione (4.7) e della nazione (5.1).
Uno dei pilastri dell’organizzazione è quello dell’educazione stradale. Come detto, le vittime della strada sono tantissime e la fondazione porta nelle scuole la testimonianza di chi ha vissuto sulla propria pelle il dolore di una perdita. «Stiamo cercando di lavorare -spiega il sig. Cirillo- sulla parte emotiva con il progetto “strade sicure”; da anni altre associazioni fanno educazione stradale in modo più tecnico. Noi abbiamo individuato dei temi e lasciamo la narrazione in mano ai giovani. Questa la accompagniamo con i numeri, perché nonostante siano devastanti non trovano sufficiente spazio nell’attenzione generale.» La fondazione ha supportato il progetto anche con un cortometraggio, la cui prima visione sarà su invito a maggio a Fuorigrotta, e con uno spettacolo teatrale, realizzato grazie a un concorso bandito dall’organizzazione e sostenuto con 5000€. Il messaggio della fondazione si rivolge però non solo ai ragazzi, ma anche ai genitori.
«Se vado a scuola -conclude- per realizzare un incontro sulla sicurezza stradale e poi un ragazzo, uscito da scuola, vede il genitore con comportamenti sbagliati alla guida, vanifichiamo il lavoro. Noi non ci rendiamo conto che l’educazione viene anche dalle famiglie. Io dico sempre che nostro figlio non l’ha ucciso il ragazzo che guidava, ma i genitori.»
La Fondazione Domenico Cirilo, nonostante le genesi così recente, ha una stretta collaborazione col Comune di Napoli; sostiene con tantissime attività lo sport, l’inclusività verso i diversamente abili e le comunità straniere, finanzia concorsi per tanti progetti artistici. La cultura forse è la prima, solida, base su cui c’è bisogno di lavorare. La Campania ha tantissimo da offrire e la fondazione permette a questo estro di esprimersi. Domenico forse non “era”, ma è tuttora un ragazzo speciale, che ora vive negli occhi, nelle braccia e nei cuori di chi lavora nell’organizzazione.
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