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"Sii turista della tua città": la rivoluzione nata prima del turismo

Gennaro Alvino
Gennaro AlvinoRedazione Informare
2 marzo 20264 min di lettura

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"Sii turista della tua città": la rivoluzione nata prima del turismo

Indice (3)

  • 1La nascita di “Sii turista della tua città”
  • 2La “rivoluzione culturale napoletana”
  • 3L’overtourism

Resta come luce appiccicata per le mura un ricordo indelebile, scura di tanto odio, rancore e abbandono. E resta appiccicata alle strade, non ancora cartoline, da sempre impiastrate di troppo sudore, lacrime e sangue. Resta ancora quella luce appiccicata per le mura come un ricordo indelebile di chi ha dato tutto pur di stringere qualcosa di buono tra le mani. Fino a pochi anni fa, Napoli non era ancora al centro di un crocevia turistico, economico e culturale. In una Napoli allora ai margini nasce “Sii Turista della tua città“, un’associazione che punta a riavvicinare i cittadini al proprio territorio con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio artistico, storico e culturale della città attraverso visite, riqualificazioni e iniziative di cittadinanza attiva.

La nascita di “Sii turista della tua città”

“Sii turista della tua città” nasce soprattutto dal sogno e dall’impegno di Luca De Martino che racconta così l’inizio della sua esperienza: «Il progetto nasce nel 2013, in un momento in cui Napoli era diversa, veniva dall’emergenza rifiuti, da un mondo che non si ricordava di Napoli e da una quasi inesistente coscienza collettiva dei giovani e dei napoletani verso la propria città. Quindi in un contesto dove il turismo era pochissimo, la città era trascurata e non esisteva un senso di appartenenza».

«È allora che fondiamo “Sii Turista della tua città”, provando a far innamorare i napoletani della nostra terra e della nostra cultura, attivandoci in modo pratico nell’organizzare visite guidate, pulizie di strade, piazze e monumenti. Ti puoi rendere conto – spiega – che sul tema del turismo oggi non è più necessario quello che facevamo prima, perché prima i turisti erano pochi e noi facevamo di tutto per farli sentire al sicuro, dal momento che il mondo dipingeva Napoli come una città molto pericolosa».

La “rivoluzione culturale napoletana”

Nel tempo, l’associazione affianca all’azione materiale una narrazione identitaria. «Naturalmente le attività di riqualifica delle strade e dei monumenti esistono ancora, ma oggi, a differenza del 2013, esiste uno spiccato senso di appartenenza verso Napoli e, grazie anche al largo utilizzo dei social, oggi tutti hanno voglia di raccontare la propria napoletanità. Noi portiamo un sogno che amiamo chiamare “rivoluzione culturale napoletana” e per far sì che questo sogno si realizzi, servono consapevolezza della persona, fiducia verso le istituzioni, attivismo e protagonismo della persona, e questo oggi passa anche attraverso il turismo».

E poi la svolta è arrivata: la città è stata stravolta, rigirata e cambiata, tratteggiando aspetti fino a poco tempo fa inimmaginabili. «Se chiedi all’uomo Luca De Martino se è contento del turismo non può che dirti di sì, perché soffriva del fatto che il mondo si fosse dimenticato di Napoli. Il presidente e fondatore di “Sii Turista della tua città”, però, sa che il turismo, se non controllato e accompagnato operativamente dalle istituzioni, può ritorcersi come un boomerang. Ad oggi il turismo è una risorsa: il centro storico è indubbiamente molto più vivibile rispetto a 13 o 15 anni fa. Il turismo ha permesso a tanti ragazzi che prima stavano in mezzo alla strada di trovare lavoro nelle pizzerie e nei ristoranti. Se non avessimo il turismo parleremmo solo del brutto di Napoli».

L’overtourism

Riguardo poi l’overtourism: «In alcuni momenti lo sento, in altri no; io vivo al centro e ti dico che non c’è più quell’ondata di turismo violento e quotidiano. Il turismo è calato. Oggi Napoli costa di più e la gente si sta spostando in Sicilia. Secondo me noi napoletani non siamo stati bravissimi a confrontarci con il turista: siamo passati da un’attività che aveva quattro tavoli e a stento li riempiva, alla stessa attività che ne ha venti e li copre tutti e venti. Dovremmo trovare un equilibrio – dice De Martino – perché il turista non è stupido: se viene a Napoli perché è una città low cost e poi trova una pizza a 10 o 12 euro, ci pensa due volte e probabilmente non viene più. Abbiamo pensato che fosse una mucca da mungere il più possibile nel breve tempo possibile».

Un modello che, nonostante tutto, ha prodotto effetti sociali tangibili: «Per il resto, è troppo facile dire che il turismo dà problemi – afferma – vallo a dire a quei ragazzi che vendevano droga o rubavano perché non c’era lavoro e oggi lavorano come pizzaioli e come camerieri. A quelle persone il turismo ha salvato la vita».

Leggi anche: La Campania investe sul turismo americano: a che prezzo?

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  • #Luca De Martino
  • #Napoli
  • #Sii Turista della tua città
  • #turismo
Gennaro Alvino
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