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Il "fondamentalista napoletano" Schettino al cinema con "Made in China Napoletano"

Redazione Informare
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10 ottobre 20177 min di lettura

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Tra qualche giorno il “fondamentalista napoletano” Simone Schettino sarà al cinema in duplice veste, quella di attore e di regista, nel film “Made in China Napoletano”. Dopo essere stato protagonista in televisione durante la scorsa stagione di “Made in Sud” ed in Teatro al fianco di Marino Bartoletti, si appresta a vivere quest’esperienza nei cinema non soltanto partenopei. Sketch dopo sketch, Simone è considerato uno dei maggiori esponenti comici della Campania che è riuscito a primeggiare anche in altre città d’Italia. E nell’intervista ha parlato del film, di aneddoti che si sono verificati sul set e dei prossimi impegni teatrali.

Simone, dopo i successi teatrali e televisivi, sarai al cinema nei prossimi giorni con “Made in China Napoletano”. Innanzitutto perché la scelta di questo titolo? Che tipologia di film sarà e su cosa hai voluto focalizzare l’attenzione?
«“Made in China Napoletano” rappresenta la ribellione del popolo napoletano nei confronti di un mercato globalizzato senza regole che tende a massificare la società. In uno scenario futuro ancora più duro rispetto a quello attuale, dove per imposizione il “made in china” rappresenterà l’unica merce presente sul mercato ed in più ad un prezzo elevato non avendo concorrenza, un manipolo di Napoletani si organizza per produrre il made in China falso con i prodotti della nostrani. Tali prodotti essendo per una serie di motivi qualitativamente superiori sbaraglieranno il mercato. Tale agire è determinato non tanto dal business, seppur fruttuoso, bensì è motivato da una strenua difesa della propria cultura e delle proprie tradizioni. È una commedia dove la comicità a volte diventa grottesca, ma dal significato esplicito: il timore di una società futura sempre più standardizzata è ben più che fondato, stiamo andando incontro ad una spersonalizzazione dell’individuo, e ciò renderà inevitabilmente la realtà meno bella e colorata di quanto poteva essere in passato. Basta vedere gli adolescenti di oggi: fra un ragazzo di paese ed uno di una grande metropoli non c’è quasi più distinzione: stesso taglio di capelli, stessi vestiti, stessa moda dei tatuaggi, stesso linguaggio. Al contrario, mi auguro che anche fra cento anni e più un napoletano sia riconoscibile in qualsiasi parte del mondo, come lo è stato fino ad oggi, con tutti i suoi pregi e perché no anche i difetti, e così dovrà essere per uno stabiese, un milanese o un parigino. Un popolo senza peculiarità perde di significato, faremmo tutti parte di un enorme gregge che è la razza umana e punto».

 

 

Il pubblico che verrà al cinema potrà cogliere anche messaggio dalla visione di questo film?
«Me lo auguro. Spesso siamo portati ad apprezzare le cose che abbiamo solo quando ci vengono a mancare, ed è per questo che dobbiamo fare in modo che le nostre eccellenze ed i nostri sapori rimangano tali, e non mi riferisco solo al cibo ma in generale. Certo il sol pensiero che in futuro sulle nostre tavole ci sarà una mozzarella di bufala proveniente dall’oriente mi sconvolge un po’, se non altro perché per arrivare da noi ancora fresca non oso immaginare quale processo chimico dovrà subire quel prodotto. D’altronde già attualmente il cibo è causa di numerose malattie, dalle semplici intolleranze fino a diagnosi più gravi. Non a caso la ribellione parte dal popolo napoletano, che attualmente è uno dei meno globalizzati. Napoli come la sua provincia è sempre pronta ad accogliere a braccia aperte qualsiasi novità, ma rimane comunque fedele alla sua cultura. Nulla in contrario al sushi e al kebab, ci mancherebbe, ma guai a toccare il casatiello, la sfogliatella ed i friarielli. A questo aggiungiamo anche che le varie feste del Santo Patrono continuano ad avere una notevole importanza, mentre il giorno di Halloween è solo un pretesto per passare qualche ora in allegria. Fondamentalmente siamo per la pacifica convivenza, ma la priorità spetta alle nostre tradizioni come è giusto che sia. In tutti i casi mi auguro che il pubblico si diverta, com’è mio costume non sacrifico mai la risata per fare arrivare un messaggio. Se arrivano entrambi allora bingo!!».

Un valido cast: in base a cosa hai scelto gli attori che fanno parte del film?
«In buona parte mi sono stati suggeriti dalla produzione, che mi ha offerto un ventaglio di nomi a disposizione. Se per una parte del cast ho avuto delle ottime conferme mai scontate, aggiungo che ho fatto delle piacevolissime scoperte che hanno dato un valore aggiunto alla sceneggiatura. Il gruppo degli orientali ad esempio che ha fatto parte del cast è stato eccezionale dal punto di vista professionale, con tutte le difficoltà che si prospettavano, a cominciare dalla lingua. Ogni personaggio è riuscito ad avere una sua caratterizzazione che, tornando al discorso della massificazione, per me risultava fondamentale».

 Attore e regista nel film. Com’è stato dirigere te stesso? Ci sono anche le caratteristiche del “fondamentalista” nel film “Made in China Napoletano”? In quale veste ti preferisci maggiormente?
«Ho affrontato questa esperienza con lo stesso entusiasmo e lo stesso “sano” timore che provo generalmente prima di salire su un palco. Sicuramente c’è una differenza enorme, tant’è che sullo schermo non appaio come il fondamentalista che molti hanno conosciuto fino ad oggi, anzi le battute più divertenti le ho scritte per gli altri personaggi. Mi interessava un gioco di squadra, un gruppo che portasse avanti la storia e non ruoli marginali. Mi auguro di essere riuscito nell’intento. Comunque è stata un esperienza straordinaria che ripeterei volentieri, non tralasciando certo gli spettacoli da monologhista che amo parimenti».

Ci racconti un inedito episodio che è capitato durante la registrazione delle scene?
«Durante le riprese ho avuto problemi con una ghiandola salivare che si è notevolmente ingrossata, ragion per cui dopo qualche giorno avevo il collo ingrossato e la faccia completamente gonfia. Se per il collo talvolta ho usato un foulard per mascherare l’infiammazione, per il volto c’è stato poco da fare. Per fortuna il film si svolge in due momenti temporali diversi, per cui se all’inizio sembro più giovane com’era previsto nella sceneggiatura, in seguito non solo sono invecchiato come da copione ma appaio anche notevolmente ingrassato. In quei giorni mi hanno soprannominato Peter Griffin, lo straordinario personaggio dei cartoni animati, a causa del gonfiore».

Tematiche attuali sono trattate nel film. Napoli o la Cina chi avrà il primato?
«Il primato della Cina è incontestabile, e durerà per tanti altri decenni, ma i napoletani con il loro ingegno si difenderanno alla grande come hanno sempre fatto. Storicamente questa difesa è sempre stata una peculiarità del nostro popolo che anche in passato non ha mai sventolato la bandiera bianca».

Dopo il cinema, ti dedicherai al Teatro. Hai altri progetti futuri?
«Da gennaio sarò in tournée con il nuovo spettacolo dal titolo “FONDAMENTALMENTE SHOW“. Si tratta di uno show interattivo, un esperienza per me assolutamente unica, un ulteriore battesimo che mi riempie di entusiasmo, con la pregevole regia di Mauro Simone e prodotto dalla “Tunnel Produzioni“. Di più non posso dire, anche perché al momento è un work in progress, ma si tratta di un progetto che quando mi è stato proposto ha suscitato in me un piacevolissimo stupore».

Perchè andare al cinema per vedere “Made in China Napoletano”?
«Perché a parte tutte le belle parole che ci siamo detti, può darsi che nel film non traspare nulla di tutto ciò. E allora non rimane altro che andarlo a vedere per giudicare. E poi come si dice a Napoli, ”facitelo pe’ creature”… non ha alcuna attinenza col film, ma è una frase che funziona sempre».

di Giovanni Iodice

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  • #comico
  • #fondamentalista napoletano
  • #Made in China Napoletano
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