
Diciamoci la verità. Alla vigilia del torneo più prestigioso del circuito nessuno ci avrebbe creduto, né tantomeno sperato. Jannik Sinner si è presentato a Wimbledon con alcuni strascichi negativi di non poco conto: la sconfitta di fine giugno al secondo turno dell’Atp di Halle contro Aleksandr Bublik e, soprattutto, la cocente e clamorosa rimonta di Carlos Alcaraz nella finale del Roland Garros, da 2-0 a 2-3, con tre match point non sfruttati da parte del tennista italiano. Le premesse erano dunque chiare: i più fiduciosi si sono sbilanciati dicendo che l’altoatesino avrebbe raggiunto al massimo la finale; i suoi detrattori lo davano uscente ai quarti di finale o in semifinale. Una previsione, quest’ultima, che in realtà è stata quasi al punto di concretizzarsi addirittura agli ottavi, quando uno sfortunato Grigor Dimitrov, sopra di due set a zero contro Sinner e impeccabile fino a quel momento, è stato costretto al ritiro per un infortunio ai pettorali.
Si dice che la fortuna aiuti gli audaci, e l’italiano lo è stato. Dopo la finale parigina persa in quel modo contro colui che sarà il suo rivale nei prossimi anni, chiunque si sarebbe fatto sopraffare dai cattivi pensieri e “fregare” dalla paura. Non Jannik. Dopo la fortunosa vittoria contro Dimitrov, l’altoatesino è andato dritto verso il trionfo in finale, stracciando in successione Shelton, Djokovic e lo stesso Alcaraz. Sì, possiamo utilizzare il termine “stracciare” anche per la finale, perché non c’è stata storia, non c’è stata partita, eccetto per il primo set. La frase “da fondo campo è più forte di me“, rivolta dallo spagnolo al proprio angolo durante il match, è tutta un programma. Ed è una risposta a coloro che ogni giorno continuano a chiedersi chi sia il più forte tra i due. Il bagaglio tecnico di Carlitos è superiore a quello di Jannik, ma questa può essere paradossalmente una cosa preoccupante solo per lo spagnolo. Il margine di crescita di Sinner è ancora ampio, a differenza del suo rivale, il quale è già in grado di utilizzare perfettamente tutti i colpi del tennis.
Se l’attuale numero uno del mondo continuerà a crescere tecnicamente e riuscirà ad ampliare il suo repertorio, abbinandolo alla forza mentale su cui è il re indiscusso, allora potrebbero essere guai seri per Alcaraz. Dal canto suo, lo spagnolo deve migliorare dal punto di vista dell’equilibrio psicologico, in quanto troppi alti e bassi hanno caratterizzato la sua carriera. Soltanto se i due raggiungeranno questi obiettivi si potrà avere una risposta definitiva al quesito. Tuttavia, facendo esclusivo affidamento ai risultati sul campo, verrebbe da dire che Sinner ha attualmente una marcia in più. Lo dimostrano i tre slam vinti sugli ultimi quattro giocati. E sta per cominciare la stagione del cemento, superficie su cui Jannik riesce ad esprimere da sempre il meglio. Ma attenzione: anche lì gli equilibri potrebbero cambiare. Intanto godiamoci il primo italiano di sempre a trionfare a Wimbledon. Perché il giorno dopo è ancora più bello, al punto da inserire nel programma di oggi il replay della partita di ieri.
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