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ApprofondimentiCulturaMagazine Agosto 2022

Sinuessa: la recensione del nuovo libro di Raffaella Alois

Angelo Morlando
Angelo MorlandoRedazione Informare
13 agosto 20226 min di lettura

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Sinuessa: la recensione del nuovo libro di Raffaella Alois

Indice (1)

  • 1Sinuessa: la recensione del nuovo libro di Raffaella Alois

Sinuessa: la recensione del nuovo libro di Raffaella Alois

È un testo fragile, intimo, coraggioso. Non è facile mettersi a nudo, mettersi in discussione e provare a offrire delle soluzioni o delle “vie d’uscita”. Perché effettivamente, in un modo o nell’altro, bisogna andare avanti. È un percorso, ovviamente soggettivo, nel quale è però possibile rivedersi in alcuni passaggi.

La suddivisione in capitoli rende la lettura veloce e coinvolgente. È un testo perfetto per il periodo estivo, perché richiede una certa attenzione in diversi passaggi e ci sono continui riferimenti tra capitoli, a volte distanti tra loro. Interessante anche quanto scritto nei “Ringraziamenti”: “Un libro non è mai soltanto del suo autore” e “Ognuno di loro conosce il perché”.

Siccome il testo è molto gradevole, ma anche molto intimo, abbiamo deciso di non dilungarci in nostre opinioni personali, ma far rispondere direttamente l’autrice dopo aver letto attentamente tutti i capitoli. Di seguito, l’intervista a Raffaella Alois.

Potresti raccontarci meglio il tuo essere “avvocato con il vizio di scrivere”?

«Mi sono definita “avvocato con il vizio di scrivere”, perché non volevo che la leggenda relativa all’autore riportasse un curriculum che non interessava a nessuno e mi sono detta che queste due cose, essere avvocato (non avvocata mi raccomando) e scrivere, mi identificavano più che a sufficienza.

Io sono un avvocato e mi identifico moltissimo con la mia professione. Purtroppo il settore di cui mi occupo è caratterizzato da una forte aridità e avendo sempre avuto passione per la scrittura fin dai tempi del liceo ho mantenuto una sorta di diario segreto in cui rifugiarmi, con la riserva di scrivere prima o poi un romanzo nel quale raccogliere pensieri ed esperienze.

L’ho definito un vizio, perché ho sempre affrontato il mio lavoro con molto rigore, convinta del fatto che gli avvocati si concentrano solo sul proprio lavoro, concreto e razionale, e non perdono tempo in fantasie, mentre ho ceduto alla tentazione!».

Perché hai scelto proprio Sinuessa come luogo?

«Sinuessa è una scelta precisa legata ad un luogo (esattamente l’antica civitas di Mondragone) e deriva dalla necessità che avevo di creare la metafora che è riportata nel corpo di tutto il testo. Ma come avete visto, di metafore ce ne sono tante.

Conoscevo Sinuessa tramite i racconti di mio nonno, che, oltre a parlarmi di questo luogo sommerso (facendomi fantastica-re tantissimo quando ero bambina) mi invitava a riflettere sul fatto che ciò che appare, non sempre è ciò che è. Sembrerà una banalità, ma è un leitmotive che ha guidato tutta la mia vita. Il nome, inoltre, mi è sempre piaciuto e l’ho trovato adatto ad un romanzo in cui si parlasse di una donna e, come avevo pensato sin dal principio, molte persone addirittura credevano che fosse il nome della protagonista.

Aggiungo solo che nelle mie fantasie immaginavo le scene di un film tratto dal mio libro girate proprio in quelle zone e io avrei avuto l’onore di far riemergere Sinuessa. So che è un sogno, ma quando si sogna bisogna farlo in grande!».

Paolo e Francesca sono i nomi dei personaggi del libro. Una scelta casuale o una reminiscenza dantesca?

«Assolutamente i nomi dei due protagonisti non sono casuali! Francesca era il nome di mia nonna e volevo che la protagonista del libro si chiamasse come lei. Paolo è venuto di conseguenza alla luce del V canto dell’Inferno.

È una storia che nasce da un inganno proprio come nei due personaggi danteschi, infatti, la nota terzina è riportata nel capitolo topico in cui lui la seduce. Anche qui Francesca non riesce a sfuggire alla passione per Paolo, pagando tutte le pene, così come entrambi i personaggi non parlano di Paolo (solo che uno ama, l’altro no)».

Il testo, in alcuni passaggi e racconti di sto-rie, sembra non solo autobiografico, ma anche una sorta di percorso necessario “a prendere coscienza di sé”. Cosa puoi dirci?

«Tutto il libro è il percorso necessario a prendere coscienza di sé. Francesca è una donna acerba, una donna irrisolta che ha bisogno di passare attraverso un profondo dolore per capire di non dover dipendere da nessuno e da nessun giudizio. Mi sono ispirata soprattutto ai personaggi di Barbablue Vasilis-sain “Donne che corrono con i lupi” della Estèse “Anna dagli occhi verdi” della Modignani.

L’idea iniziale era quella di scrivere un saggio, ma poi mi sono resa conto che per me era molto più semplice raccontare una storia nella quale introdurre alcune delle tematiche che avevo affrontato. Ho pensato che in questo modo sarei arrivata più facilmente ai lettori e soprattutto ai destinatari del messaggio, mentre un saggio sarebbe stato un lavoro solo per pochi tecnici.

C’è la sensazione del racconto autobiografico(assolutamente voluta) nella misura in cui nel descrivere l’evoluzione di una vita ho pensato a come poteva essere una ragazza, un’adolescente che diventa una donna, ma anche una madre, un’amica e un padre. Ho cercato di calarmi in ogni personaggio partendo dalla mia esperienza, da ciò che ho osservato, vissuto, provato. Ovviamente tutti quegli episodi sono ispirati, ma non realmente accaduti. Così Francesca diventa un punto di osservazione dell’esterno, ma anche di sé».

Alcuni capitoli sembrano scritti quasi di getto, altri sembrano essere stati rivisti e corretti più volte. Puoi raccontarci l’evoluzione del testo dal testo iniziale fino alla pubblicazione?

«Posso solo dirvi che ho riscritto Sinuessa circa una ventina di volte nell’arco di due anni. La prima stesura fu buttata giù di getto, poi sono iniziate le correzioni, le riflessioni egli approfondimenti sulle varie tematiche. In alcuni passaggi ha lavorato la scrittrice con la sua ispirazione, in altri l’avvocato con la sua necessità di razionalizzazione.

Mi sono rivolta ad una editor e abbiamo portato avanti ulteriori modifiche e integrazioni. Alla fine ero sfinita e solo per questo ho deciso di mandarlo in stampa! Se lo dovessi riprendere in mano sono sicura che lo riscriverei altre 20 volte!».

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°232 – AGOSTO 2022

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  • #libro
  • #raffaella alois
  • #Sinuessa
Angelo Morlando
Redazione Informare

Angelo Morlando

Responsabile Scientifico del magazine Informare e dell'Associazione "Centro Studi Officina Volturno". Ingegnere Idraulico, specializzato in ingegneria sanitaria e ambientale. Giornalista iscritto all'Ord. della Regione Campania con n. 143539

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