
Combattere gli stereotipi di genere: arriva un finanziamento dedicato alla piattaforma Stereotipi di genere.eu – Smontiamoli in classe, che aiuta gli insegnanti ad adattare un nuovo tipo di didattica e formazione che riduca gli stereotipi di genere, diffondere maggior consapevolezza, educazione all’uguaglianza ed alla libertà di essere ciò che si è, sviluppando un pensiero critico ed una mentalità più aperta.
Ormai si sa, la nostra è una società che purtroppo da degli stereotipi – soprattutto di genere – le sua fondamenta. E se molti sembrano ormai aver passivamente accettato questa realtà, c’è chi nonostante tutto non smette di provarci, provare a costruire finalmente una realtà esule da pregiudizi.
Il modo migliore per farlo? Sradicare il problema già alla radice, partendo già dai bambini, chi dell’attuale società rappresenta il futuro. Spesso i contesti familiari non danno un concreto aiuto per superare tossici retaggi culturali ed ecco perchè i riflettori vengono puntati ai contesti educativi, alle scuole, nella speranza che la cultura possa diventare una concreta arma contro i mali del presente.
Il bando CERV (Cittadini, uguaglianza, diritti e valori) della Commissione Europea, avviato nel 2021 la cui durata è prevista fino al 2027, mira a “sostenere e sviluppare società aperte, basate sui diritti, democratiche, eque e inclusive fondate sullo Stato di diritto”. Da sempre supporta nuove modalità per promuovere e facilitare l’accesso al tema della parità di genere e si impegna a favore di valori quali uguaglianza, partecipazione e lotta contro ogni forma di violenza.
Ed è proprio su queste basi che si fonda il finanziamento dedicato a Stereotipi di genere.eu – Smontiamoli in classe, una piattaforma multimediale che non solo permette ed aiuta gli insegnanti ad adattare un nuovo tipo di didattica e formazione che riduca gli stereotipi di genere, ma offre video pillole, glossari, test di autovalutazione da poter dividere in funzione delle diverse fasce d’età e aree di interesse.
Giochi di ruolo ed attività pratiche dirette a riconoscere silenti stereotipi di cui siamo costantemente circondati ed a combatterli, abbatterli nella quotidianità. Diffondere maggior consapevolezza, educazione all’uguaglianza ed alla libertà di essere ciò che si è, sviluppando un pensiero critico ed una mentalità più aperta.
«Le aspettative basate su modelli standardizzati di donna e di uomo limitano le scelte e le possibilità personali. Gli stereotipi sono anche la causa di divari socio economici in tutti i settori e alimentano la violenza di genere facendo credere che i comportamenti di abuso siano quasi fenomeni naturali a cui non c’è rimedio. L’Italia è uno degli stati membri con la più bassa partecipazione delle donne al mercato del lavoro proprio perché alle donne spetta il lavoro di cura», afferma Helena Dalli, commissaria europea per l’Uguaglianza, sostenitrice dell’iniziativa.
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