
I social network sono ormai definiti come la piaga del mondo moderno. Ciò che è nato come semplice passatempo, sta ora progressivamente diventando la nostra quotidianità. La cosa peggiore? Ad essere diventati schiavi dei social sono proprio i giovani. Giovani che hanno perso la gioia del contatto umano per preferire schermi di smartphone e pc restando letteralmente catturati nella rete.
Uno studio del Gruppo di comunicazione scientifica SIP mostra che “tra i giovani, di età compresa tra i 14 e i 29 anni, i media e le piattaforme online sono state sempre più consultate. L’analisi Censis ha rivelato che il 92,3% utilizza WhatsApp, l’82,7% YouTube, il 76,5% Instagram, il 65,7% Facebook“. E di fronte i rischi connessi ad un uso spropositato e non controllato della piattaforme social, arriva la proposta del governo Uk di Sunak.
Il governo di Rishi Sunak sta valutando di imporre una limitazione all’uso dei social media per i minorenni. L’alert è partito dopo un’analisi svolta dalla National Society for the Prevention of Cruelty to Children, un ente di beneficenza britannico per la protezione dei bambini. Dall’analisi infatti si mostra che ben 34.400 crimini di adescamento online contro i bambini nel Regno Unito. Numeri sconcertanti che hanno spinto Sunak a prendere una scelta tanto drastica quanto necessaria.
Dopo l’Online Safety Act di quest’anno che impone alle piattaforme di social media di proteggere i minori da contenuti che potrebbero potenzialmente metterli in pericolo e sanzioni fino a 18 milioni di sterline o al 10% del loro fatturato annuo in caso di mancato rispetto delle disposizioni, arriva un’altra stretta.
Si discorre infatti di un nuovo provvedimento volto a vietare l’uso dei social network ai ragazzi di età inferiore ai 16 anni, proprio per cercare di attuare un’ulteriore forma di protezione verso gli stessi.
Un portavoce dell’esecutivo ha dichiarato al The Guardian: «Dal nostro punto di vista, stiamo cercando modi per dare potere ai genitori piuttosto che reprimere qualcosa in particolare. Abbiamo identificato che ci sono delle lacune, quindi esamineremo quali ulteriori ricerche siano necessarie al riguardo, ma nulla è ancora stato approvato dai ministeri».
Ad accelerare questa presa di posizione ha contribuito anche la recente scelta di Meta di introdurre messaggi crittografati sulle piattaforme da essa gestite. Scelta che di fatto renderà pressoché impossibile vedere il contenuto delle conversazioni degli utenti, ulteriore rischio in una realtà in cui la pedopornografia ha raggiunto numeri elevatissimi.
Scelta definita da molti esponenti del gioverno inglese estremamente irresponsabile. Lo stesso politico britannico Damian Hinds ha dichiarato che «non si tratta di proteggere la privacy delle persone. Questa decisione ci impedisce di indagare e assicurare alla giustizia le persone coinvolte in abusi sui minori».
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