
Elon Musk non smette di promettere: “entro il 2028 vedremo esseri umani camminare su Marte”, ma sarà così?
Marte entro il 2028? Un traguardo straordinario, capace di riscrivere la storia dell’umanità. Ma la realtà dei fatti è ben diversa. Il veicolo destinato alla missione, la Starship, ha appena concluso il suo terzo test dell’anno fallendo. Rotazione incontrollata, esplosione in volo, e rientro mancato del booster Super Heavy. Difficile immaginare un futuro su un altro pianeta quando il presente resta incerto. E intanto, Marte resta un sogno.
Le scadenze annunciate da Musk seguono una traiettoria simile ai suoi razzi: spesso partono con entusiasmo, ma raramente atterrano dove previsto. Nel 2017 si parlava di una missione umana per il 2024. Poi è diventato il 2026. Oggi si indica il 2028. Ogni data sembra più una dichiarazione d’intenti che una reale proiezione tecnica. Intanto, la NASA è costretta a rivedere i propri programmi, e gli investitori iniziano a chiedersi se l’ottimismo di Musk non stia superando i limiti della fattibilità. Starship è ancora in fase sperimentale. Il rifornimento orbitale, elemento fondamentale per raggiungere Marte, non è stato nemmeno testato. Anche le manovre di rientro e riutilizzo, che hanno fatto la fortuna dei Falcon 9, si sono rivelate instabili nei test su larga scala. Non basta un razzo potente. Serve un sistema collaudato, affidabile e soprattutto replicabile.
Ammesso anche che Starship riesca a portare astronauti sul Pianeta Rosso, restano da affrontare tutte le sfide legate alla sopravvivenza. Le radiazioni cosmiche sono altissime: un viaggio andata e ritorno può esporre il corpo umano a un livello estremamente rischioso. Su Marte non c’è una magnetosfera protettiva, l’atmosfera è cento volte più sottile di quella terrestre e le temperature passano da -140°C a +30°C. Atterrare carichi pesanti è già un problema ingegneristico enorme. Vivere laggiù, ancora di più. È giusto riconoscere a Elon Musk i meriti che ha avuto nel rivoluzionare il settore spaziale. SpaceX ha reso i lanci più economici, ha portato avanti l’idea di razzi riutilizzabili e ha contribuito a riaccendere l’interesse globale per l’esplorazione spaziale. Ma colonizzare Marte non è lanciare un Tesla nello spazio. È un progetto titanico che richiede cooperazione tra agenzie spaziali, investimenti pubblici e decenni di ricerca. Da solo, Musk non può farcela. E le sue scadenze entusiasmano più i media che gli ingegneri della NASA.
Mentre il mondo segue con il fiato sospeso ogni nuovo test, il 2028 si avvicina. Ma difficilmente porterà con sé ciò che Musk ha promesso. Più probabile che Marte resti ancora, per molti anni, un territorio di droni, rover e simulazioni. Nessun astronauta. Nessuna colonia. Nessun allunaggio rosso. Solo aspettative disattese. La conquista spaziale continua, sì, ma Marte resta un sogno.
Leggi anche Sfoglia il numero digitale
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...