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Spartitraffico Castel Volturno: mancano le regole per essere "città normale"

Antonio Casaccio
Antonio CasaccioRedazione Informare
17 febbraio 20254 min di lettura

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Spartitraffico Castel Volturno: mancano le regole per essere  "città normale"

Indice (3)

  • 1L’antefatto
  • 2L’intervista
  • 3Una non-conclusione

Castel Volturno è una città in continua trasformazione, ma certe cose non cambiano, come la cura dello spartitraffico lungo l’asse della Domiziana. Basta costeggiare la Domiziana per vedere tre tipologie diverse di cura dello spartitraffico: con cemento, con aiuole e con il degrado assoluto. Castel Volturno non ha ancora un regolamento e delle tariffe, così ognuno fa quel che gli pare creando spazi di manovra poco trasparenti.

L’antefatto

In origine vi furono i fiori degli oleandri con le costosissime palme Washington dell’ex assessore all’ambiente Domenico Giancotti, e ora il brecciolato perché il progetto “adotta un aiuola” risultò fallimentare. Se a cambiare sono le decorazioni, ciò che resta immutato è una gestione poco trasparente dei cartelloni pubblicitari affissi.

Il progetto “Adotta un’aiula” dava la possibilità ai privati di poter affiggere cartelli pubblicitari lungo lo spartitraffico a patto che l’azienda si occupasse della sua cura. Una buona idea che aveva senso quando lo spartitraffico era pieno di verde, ma con il brecciolato ovviamente non ha più senso (i sassolini non vanno curati come delle aiuole).

Immagine articolo

Purtroppo al momento non vi è un regolamento per le pubblicità sullo spartitraffico, così l’amministrazione guidata da Pasquale Marrandino si è concessa un ampio margine discrezionale sulla scelta delle attività e del numero di cartelloni che è possibile affiggere. Inoltre, non essendoci spese della cura, dovrebbe quantomeno esserci un ritorno economico per il comune sulla pubblicità dei privati. Senza un regolamento tutto ciò cade nel vuoto: non ci sono introiti, tariffe ed equità.

Quando le regole non ci sono, ha la meglio chi è più ricco ed ha più potere e così è successo. Dall’uscita di Ischitella sino ad un lungo tratto, lo spartitraffico sembra esser stato colonizzato dalle aziende economicamente più forti.

La premessa è chiara: non c’è nulla di illecito sia da parte delle aziende che dell’amministrazione, ma non vi è trasparenza nelle scelte. Da otre 6 mesi il dirigente all’Ufficio preposto, arch. Giuseppe Pirozzi, dice che il regolamento dello spartitraffico è praticamente pronto. La realtà è che al momento un regolamento non c’è e ad essere valide sarebbero le “indicazioni” (non si sa se verbali o documentali) che avrebbe dato l’ex assessore Maisto sulla gestione dello spartitraffico.

L’intervista

Data la possibilità di interpretazioni equivoche, abbiamo contattato il sindaco Pasquale Marrandino per un punto sulla gestione delle pubblicità dello spartitraffico.

Qual è il regolamento vigente sullo spartitraffico?

“Vi era il vecchio progetto Adotta un’Aiuola del 2016, fatto da Anastasia Petrella. C’è sempre stata difficoltà nel far rispettare le regole alle aziende affidatarie; abbiamo fatto diffide e revocato alcuni affidamenti. Poi con l’assessore Maisto, negli ultimi mesi della passata amministrazione, si fece un’operazione radicale circoscritta in quella zona che va dall’ingresso di Pinetamare all’inizio di Ischitella. È quella che salta più all’occhio dato che si vede chiaramente il cambiamento“.

Il cambiamento quale sarebbe?

“L’utilizzo del calcestruzzo e della tenda per evitare di far uscire l’erba, poi aggiungendo sassolini e delle piante grasse di contorno. Un intervento volto a ridurre i costi per l’affidatario e garantire maggiore uniformità lungo la Domiziana“.

Ora un regolamento non c’è, come state agendo?

“Stiamo facendo una ricognizione per capire e sensibilizzare gli altri affidatari ad adeguarsi allo stile proposto“.

Quindi con quali criteri state attribuendo gli spazi?

“Alcuni affidatari avevano già ampi spazi, poi all’epoca se ne occupò l’assessore Maisto e il consigliere Antonio Luise“.

Voi avete dato altre concessioni? Perché c’è oggettivamente un problema sull’equa distribuzione delle pubblicità…

“No, non abbiamo fatto ancora niente. Ci siamo trovati questa situazione e gli affidatari hanno le carte a posto, ma è legittima la vostra osservazione sul principio di equa distribuzione, però oggi gli affidatari hanno le carte apposto ed è difficile imporsi per attuare questo principio. Ora siamo nella fase di sensibilizzazione delle altre imprese“.

Farete un regolamento per la gestione dello spartitraffico?

“Sì, assolutamente“.

Una non-conclusione

Il sindaco ha ribadito più volte che gli affidatari degli spazi hanno “le carte apposto” e quindi “è difficile imporsi” per attuare un’equa distribuzione. Marrandino ha scelto il linguaggio “burocratese” per evitare le responsabilità di un nuovo regolamento più equo.

Senza regole e trasparenza gli uffici potrebbero scegliere deliberatamente a chi affidare degli spazi, con un margine discrezionale fuori misura e inopportuno. Noi continueremo a vigilare sul tema, con approfondimenti che chiariranno ai cittadini come si sta gestendo lo spartitraffico da più di un anno a questa parte.

Tags
  • #castel volturno
  • #spartitraffico
Antonio Casaccio
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