
Il 12 aprile, nell’ambiente intimo di Spazio Tra, al centro di Napoli, si è tenuto un evento che ha celebrato i 5 anni di Profili Seriali, uno degli account di Instagram Italia con la community più affezionata. Tutto iniziò con un post di Amelio (@another_cent) pubblicato il 21 marzo 2020, che invitava a taggare i profili simili per conoscersi a vicenda. Da allora, questo progetto collettivo è diventato un modo per fare rete, ma anche per iniziare un dialogo su cosa fosse, in effetti, un profilo seriale. Mentre la pagina iniziò ad espandersi, poi, si aggiunse Clara (@solocucchiaini). Nonostante sia diventato un trend popolare, non ne esiste una definizione univoca: ciò offre un’occasione per discutere delle regole e del format, emersi in maniera quasi spontanea.
Dopo un primo momento dedicato ai confronti, organizzati principalmente online a causa della pandemia, sono iniziati i raduni. Inizialmente, essi erano aperti solo ai gestori degli account a causa delle limitazioni. I ragazzi di Profili Seriali ne parlano come di momenti in cui ci si è dedicati al conoscere effettivamente cosa facessero le persone e il motivo della creazione di questi progetti. Il filo che unisce questi ultimi, sparsi per l’Italia, è un tipo di sensibilità per il particolare, per il pattern, per la ripetizione. «Vogliamo raccontare al meglio la serialità in tutte le sue sfaccettature. Dalle interviste che abbiamo fatto, abbiamo creato un podcast dove ogni puntata analizza e approfondisce un profilo singolo. Perché ci piace raccontare e celebrare queste pagine» dicono i ragazzi di Spazio Tra.
Ma perché a Instagram piace così tanto la serialità? La risposta di Profili Seriali riflette sull’interfaccia dell’app: «Essa ti permette, già con la sua archiviazione d’immagine, di avere una serie, una galleria già impostata di foto. Rispetto ad altri social, Instagram è sempre stata una griglia di immagini. Ciò permette di riproporre in serie lo stesso dettaglio. Il piacere visivo è al massimo e questa precisione compositiva permette all’occhio una soddisfazione estetica. È ancora più soddisfacente pensare a tutte le cose messe in ordine».
I profili seriali, però, non hanno spopolato solo in Italia. La serialità fotografica è presente in tutto il mondo e, a seconda della cultura e dell’interesse personale, variano la rappresentazione e l’interpretazione dei dettagli. Il collettivo usa come esempio di interpretabilità del racconto una pagina che raccoglie carte di pasticceria (@cartedipasticceria). «Per noi ha un certo significato, che può essere quello del ricordo della domenica o delle feste, mentre visto da una persona dall’altra parte del mondo, può essere affascinante più da un punto di vista grafico, tra la texture e il lettering, che emotivo». In generale, sembra che la serialità in Italia sia soprattutto un modo per esplorare il passato e il ricordo. La distribuzione di profili seriali, invece, è abbastanza omogenea, da nord a sud, con una particolare presenza a Milano, dove si concentrano i creativi di tutte le regioni d’Italia.
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