
Se siete degli appassionati lo sapete, il mondo dei videogiochi rimane un campo che visto da fuori spaventa tutti. D’altro canto si sa, la paura è figlia dell’ignoranza. C’è però da dire che Castel Volturno dimostra ancora una volta di saper colpire bersagli che gli altri nemmeno vedono. Parliamo dell’I.C. di Castel Volturno, in cui un gruppo di piccoli studenti è riuscito a vincere nientemeno che un concorso dell’Agenzia delle Entrate con l’aiuto di “Minecraft”. Tramite la modalità creativa del videogioco, gli studenti hanno ricreato in perfetta scala l’orto e il cortile della loro scuola. Premiarli era più che doveroso. In occasione della seconda edizione del Premio d’Eccellenza Città di Castel Volturno, abbiamo ascoltato le dichiarazioni del preside Vincenzo Maiorca.
Crede che i videogiochi possano finalmente essere pubblicizzati e non stigmatizzati?
«Sicuramente c’è una branca della didattica profondamente legata al gaming. Il nostro obbiettivo, dunque, è sicuramente non demonizzare i videogiochi ma renderli strumentali e funzionali anche al mondo scolastico».
Quale è stata la reazione dei ragazzi alla notizia della premiazione?
«È stata una grande festa. Loro si sono divertiti tantissimo a sviluppare il progetto con un gioco che amano: Minecraft. Noi abbiamo utilizzato “Minecraft education edition”, adatto proprio alle attività scolastiche. I ragazzi hanno lavorato con la modalità creativa del gioco. La prima fase è stata la misurazione degli spazi reali dell’area che dovevano ricostruire per poi ricrearla con tutti gli abbellimenti del caso sulla piattaforma».
Quali sono le potenzialità dei bambini di oggi?
«Le potenzialità sono enormi. La cosa fondamentale, però, è esplorarle queste potenzialità. Fondamentale e importantissimo, è appunto farle esplodere per tirare fuori il meglio dalle menti dei più piccoli. L’abbiamo già detto, la tecnologia è uno strumento potentissimo e come ogni strumento potente rischia di diventare dannoso se se ne fa un utilizzo errato. Purtroppo l’utilizzo prolungato dei cellulari sta deprimendo le sopracitate potenzialità, sta uccidendo la mobilità dei più piccoli. Pertanto, l’anno prossimo, fonderemo la nostra offerta formativa anche sull’indirizzo sportivo, dedicato particolarmente ai ragazzi di prima media che potranno svolgere moltissime attività sportive pomeridiane».
Ecco, abbiamo parlato di potenzialità. Quello che personalmente mi ha stupito di questi ragazzi è l’attitudine comportamentale. Non so voi, ma da piccolo stare su un palco, ad una premiazione in mezzo a tanta gente sconosciuta mi avrebbe messo a disagio.
Probabilmente sarei stato indisciplinato, irrequieto. Questi bambini, probabilmente figli di una generazione assai differente dalle precedenti, non ha mostrato il minimo segno di immaturità durante tutta la loro permanenza. Educati tra la gente, formali sul palco. Probabilmente è un buon segnale per il futuro.
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