
Premiata alla seconda edizione del Premio d’eccellenza Città di Castel Volturno l’associazione Black and White, insieme a Padre Daniele Moschetti.
«Sono 4 anni che vivo qui e da subito, appena ho visto la rivista, mi ha interessato perché è fatta da giovani e ha una visione; una visione del mondo e di una Castel Volturno diversa, nuova, oltre all’idea di ripartire dai giovani. Poi questa cosa deve entrare nella dimensione della concretezza. Sono d’accordo con l’avvocato Balato, bisogna avere una riflessione, ma questa deve essere fatta da tutti: da chi è ai posti alti scendendo fino all’amministrazione locale. Deve essere fatta certamente dai cittadini, dal terzo settore; tutti insieme. Però il problema è che sono 30 anni che Castel Volturno è stata abbandonata dallo Stato, e questo lo possiamo garantire.
Su questo territorio ci sono 850 persone agli arresti domiciliari con tutte le loro famiglie, questi sono tanti contanti. Qui tutti parlano, dicono numeri, su questi migranti che vengono qui e sono 10mila, 20mila, 30mila, Lamorgese ha detto addirittura che a Palermo sono 35mila, è assurdo. Io chiedo alle istituzioni, iniziando dal prefetto e dal sindaco, iniziamo veramente a fare un censimento su tutta la popolazione di Castel Volturno. Perché oggi Castel Volturno, il sindaco lo può confermare, cresce di italiani, da Napoli e da tutto il circondario stanno venendo. Ma dove stanno andando? Stanno andando a Castel Volturno, a Pescopagano, in situazioni molto difficili, portando ancora di più qui le difficoltà e il disagio che vivono da altre parti. Questo è il punto. Quindi il tutto diventa ancora più complesso. E chi deve prevenire questo? Le istituzioni. Non il cittadino, il cittadino lavora. Quello che io chiedo all’amministrazione locale e a tutte le istituzioni è: per favore, lavoriamo con rispetto e dignità per il terzo settore. I cittadini fanno parte del terzo settore, fanno parte di tutte le situazioni: fanno parte delle chiese, delle moschee. Noi vogliamo mettere a servizio di tutta la comunità di Castel Volturno quelli che sono le energie e i talenti. I migranti sono pieni di talenti e noi li escludiamo».
Che cosa vuol dire per voi, come Associazione Black and White, ricevere questo premio?
«Sono 21 anni che la nostra associazione lavora su questo territorio, questo premio è un riconoscimento per tutto quello che abbiamo fatto in questi anni. Noi siamo missionari comboniani e ci diamo un turno su questo territorio: torniamo dalle afriche e dall’America latina e ci fermiamo qui proprio per lavorare insieme agli africani, ma anche con gli italiani per fare da ponte a questa realtà in questo territorio per niente facile».
In territori come Castel Volturno diverse culture ed etnie convivono ormai da decenni, eppure siamo molto lontani da una vera integrazione. Quali sono, nella vostra esperienza, i principali elementi che bloccano questo processo di integrazione e quali interventi istituzionali potrebbero aiutare a rimuoverli, almeno in parte?
«Sono 30 anni ormai che lo Stato ha abbandonato questo territorio. Questo è chiarissimo dal degrado strutturale, ma anche dal degrado umano. Credo che la cosa fondamentale sia unire le forze tra le istituzioni e il terzo settore, anche con le chiese che ci sono sul territorio, per cercare delle soluzioni che indubbiamente devono venire anche dal parlamento e dal governo in maniera positiva. Qui, si sa, non ci sono numeri, non c’è un censimento sui migranti, ma si parla di 10/ 15mila migranti con tante situazioni difficili. L’obiettivo è riuscire a legalizzare tanti di questi, che non hanno documenti, per cercare di dargli la possibilità di farsi una vita da qualche altra parte con un lavoro dignitoso. Per questo ci vuole una legge speciale del governo per un territorio estremamente complesso».
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