
Come era prevedibile, la prima giornata di scrutini di oggi non è stata decisiva per eleggere un nuovo Presidente della Repubblica. Giornata caratterizzata dagli incontri tra i vertici e i capi partito dell’attuale Parlamento. Matteo Salvini ha incontrato Enrico Letta e Matteo Renzi. Anche Mario Draghi, Presidente del Consiglio in carica, ha tenuto almeno un incontro con il leader della Lega, nonché capo del centrodestra.
Salgono dunque l’ipotesi di vederlo al Colle, sempre se i partiti trovassero una quadra per un nuovo esecutivo che sostituisca l’ex Governatore di Bankitalia nell’ipotesi di una elezione. Ipotesi difficile, attenzione alla carta Pier Ferdinando Casini. I 5 Stelle consigliano il nome di Andrea Riccardi, fondatore della comunità di Sant’Egidio.
Vincono l’incertezza e le schede bianche. Ma dietro le quinte di Montecitorio, si lavora su una sintesi. Stallo normalissimo, a giorni le forze politiche condivideranno un nome che possa riunire le varie forze del Parlamento. Nella tornata di oggi, voti anche per Bruno Vespa, Marco Cappato, Piero Angela, Amadeus, Umberto Bossi. Paolo Maddalena è il candidato bandiera degli ex M5S, Claudio Nordio quello di Fratelli d’Italia.
I VOTI
Schede bianche: 672
Schede nulle: 49
Paolo Maddalena: 36
Sergio Mattarella: 16
Marta Cartabia: 9
G. De Martin: 7
R. Cassinelli: 7
Antonio Tasso: 7
Silvio Berlusconi: 7
Umberto Bossi: 6
Rosato: 6
Un canale aperto, dato il grande valzer di incontri, si è formato proprio nel pomeriggio di oggi per favorire una rapida elezione del Presidente del Consiglio Mario Draghi. Una carta assai logica dato che Draghi è stato il solo profilo capace di formare un governo in un Parlamento decisamente diviso dopo l’esperienza del giallorosso Conte II. La partita quindi sta nel trovare una quadra ad una situazione delicata. Come abbiamo chiarito nel nostro precedente articolo sui numeri necessari per eleggere il Capo dello Stato, se Mario Draghi riuscisse a trovare i voti necessari, bisognerebbe aprire un confronto serrato per la formulazione di un nuovo governo.
In questo scenario, dovremmo dare per scontato che le condizioni per un nuovo governo si stiano decidendo in correlazione alle elezioni del Capo dello Stato. Le partite da giocare sarebbero dunque ben due.
Dando per buono il pensiero di giocare ben due partite, per i partiti diventerebbe un vero e proprio campo minato e il così faticoso lavoro di Sergio Mattarella nel dare al Paese un equilibrio con il Governo Draghi andrebbe sfumato prima della sua naturale scadenza del 2023. Oltre ai tempi non rapidi per formare un governo che tenga conto delle diverse anime del Parlamento, da considerare sono soprattutto le esigenze del Paese: la gestione della crisi pandemica, il rincaro bollette, il PNRR. E, in campo internazionale, i rapporti con l’UE e la preoccupante situazione in Ucraina.
Da qui la possibilità di scegliere un Capo dello Stato che sia politico, come Pier Ferdinando Casini.
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