
Il grande pittore antimafia partinicese Gaetano Porcasi ha tagliato un nuovo importante traguardo nell’ambito della sua lunga carriera artistica. Proprio stamattina, infatti, negli spazi del foyer del Palacultura “Antonello da Messina”, è stata celebrata l’inaugurazione di una mostra dal titolo “Spegniamo la mafia, accendiamo il futuro“.
All’evento, tanti sono stati i volti che hanno preso parte attivamente, a partire dal Prefetto, per arrivare al Rettore, al Provveditore agli Studi e al Presidente del Tribunale di Sorveglianza, per non parlare dei rappresentanti della Procura della Repubblica e di tanti altri nomi istituzionali. Ma non è tutto: le istituzioni, infatti, non sono state certo le uniche ad aver preso parte all’inaugurazione. Non si può tralasciare, infatti, anche la presenza di tantissimi giovani studenti, che hanno avuto anche la possibilità di annotare all’interno di un registro collocato al centro del foyer un messaggio. Un gesto semplice, certamente, ma significativo al tempo stesso, destinato a diventare parte integrante della memoria della mostra, e sarà custodito tra le mura della Questura di Messina.
L’esposizione sarà aperta al pubblico nei seguenti giorni: oggi, 31 marzo, dalle ore 09:00 alle 17:00, e domani, 1 aprile, dalle 09:00 alle 13:00. Insomma, un’occasione unica per entrare in contatto con l’arte del Maestro Porcasi, il quale non si stanca mai di credere nel valore pedagogico della sua pittura, trasformandosi così in un potente strumento di denuncia e di speranza.

Non a caso, infatti, la mostra intende celebrare non soltanto il grande genio creativo dell’artista, ma anche e soprattutto la forza etica dell’arte concepita come strumento di denuncia, di memoria e di giustizia. Organizzata dalla Questura di Messina, infatti, questa antologica costituisce un invito per chiunque decida di ammirarla di riflettere, attraverso le pennellate pittoriche del Maestro Porcasi, sulla memoria delle vittime innocenti delle stragi perpetrate dalle mafie, nonché sul sacrificio dei membri delle forze dell’ordine, che si sono battuti con tutto loro stessi nella battaglia contro la criminalità organizzata, in alcuni casi sino a esalare l’ultimo respiro. Una chiamata lanciata dall’artista in più di un’occasione: basti pensare, dopotutto, all’inaugurazione tenutasi a Pinetamare (Castel Volturno) di uno spazio permanente di arte civile, sostenuta da Informare e dall’associazione Centro Studi Officina Volturno.
La mostra, in effetti, si pone l’obiettivo di accompagnare gli spettatori in un vero e proprio viaggio emotivo, ripercorrendo alcuni dei momenti più drammatici e importanti che hanno segnato il volto dell’Italia durante la lunga parabola del liberismo storico. Tante, infatti, sono le tappe che Porcasi decide di ricordare: dalle stragi del ’92, sino ad arrivare ai nomi degli agenti caduti in servizio, sino ad arrivare ai simboli della resistenza civile. Il tutto avviene attraverso un’energia narrativa che si esprime attraverso le linee cromatiche dei diversi quadri esposti in una cornice che rappresenta un simbolo della legalità e della consapevolezza, ossia proprio il foyer di Palacultura.
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