
Alla fine di aprile, i cortili dell’Istituto Tecnico Superiore “Michelangelo Buonarroti” di Caserta hanno cambiato volto. L’inaugurazione della nuova area sportiva esterna ha rappresentato molto più di un taglio del nastro: è stata la fotografia di una scelta politica precisa, quella di rimettere al centro dell’agenda istituzionale sport e scuola a Caserta. Il presidente della Provincia, Anacleto Colombiano, ha visitato per la prima volta il complesso scolastico di viale Michelangelo, rimarcando come quello spazio, un vero polmone verde nel cuore della città, fosse il risultato tangibile di una visione: investire nei giovani, nella cultura, nello sport e nello studio. Parole che suonano retoriche finché non si traducono in cantieri aperti, lavori completati e strutture restituite agli studenti. In questo caso, invece, la retorica ha ceduto il passo ai fatti. Un intervento concreto, inserito in un piano organico che abbraccia diversi comuni della provincia, da Mondragone a Casal di Principe, da Capua a Sessa Aurunca, e che sta ridisegnando la mappa degli impianti sportivi scolastici del territorio casertano.
L’intervento realizzato dall’ente provinciale riguarda la riqualificazione completa degli spazi sportivi esterni dell’istituto. I lavori hanno interessato tre aree distinte: un campo polivalente, una pista di atletica per velocisti e una zona dedicata al salto in lungo. Parallelamente, è stata curata la messa in sicurezza del perimetro esterno, con il rifacimento del muro di confine e la revisione delle recinzioni, oltre alla modernizzazione dell’impianto di illuminazione e alla fornitura di nuovi arredi urbani. A coordinare l’intera operazione è stato il Settore Ambiente ed Ecologia della Provincia, con il direttore dei lavori Nicola Fontana e la R.U.P. Teresa Ricciardiello. La cerimonia ha visto la partecipazione della dirigente scolastica Anna Dello Buono, dei dirigenti provinciali Paolo Madonna e Gerardo Palmieri, e di una delegazione della JuveCaserta capeggiata dal presidente Francesco Farinaro. Non un dettaglio trascurabile, quest’ultimo: la presenza della squadra ha caricato di significato simbolico il momento. Lo sport, insomma, come collante tra istituzioni, scuola e comunità.
L’inaugurazione al Buonarroti non è un episodio isolato, ma un tassello di un progetto più ampio. Nelle ultime settimane lo stesso presidente Colombiano ha inaugurato palestre, campetti e aree esterne in diversi istituti sparsi sul territorio, segnando un percorso che intende restituire infrastrutture moderne e sicure alle comunità scolastiche della provincia. Il programma tocca scuole di comuni con caratteristiche molto diverse ma con lo stesso bisogno. Tra i cantieri avviati o già completati figura anche la riqualificazione della palestra dell’ITE “A. Gallo” di Aversa, un intervento da circa 300mila euro finanziato interamente con fondi provinciali, che ha previsto il rifacimento e l’ammodernamento totale della struttura. Un investimento significativo che, come nel caso del Buonarroti, rientra in una logica di manutenzione straordinaria capillare, non di grandi opere spot.
Questi interventi si inseriscono in un contesto normativo che sta cambiando. Lo scorso aprile è entrata in vigore la Legge n. 53/2026, che ridisegna le modalità di utilizzo degli impianti sportivi scolastici su scala nazionale. La riforma attribuisce a Comuni e Province un ruolo più diretto nella gestione di queste strutture, ampliando in modo concreto la possibilità per le associazioni sportive di accedere agli impianti, anche per allenamenti e gare ufficiali.
La legge apre inoltre alla possibilità che le associazioni sportive presentino agli enti locali progetti di rigenerazione e ammodernamento degli impianti scolastici, aprendo scenari nuovi di collaborazione pubblico-privato nel mondo dello sport. Si tratta di una svolta culturale oltre che normativa: gli impianti scolastici non sono più pensati come spazi ad uso esclusivo dell’orario didattico, ma come infrastrutture sportive di prossimità, aperte al quartiere e al tessuto associativo locale.
La cerimonia al Buonarroti ha prodotto un annuncio inatteso e carico di significato: la dirigente scolastica ha comunicato l’intenzione di avviare l’iter per intitolare la palestra e gli spazi sportivi appena riqualificati a Oscar Schmidt, il campione brasiliano della JuveCaserta recentemente scomparso a 68 anni dopo una lunga malattia. “Mão Santa”, come lo chiamavano i tifosi, aveva trascorso otto stagioni con la maglia bianconera, segnando 9.143 punti in 284 partite con una media di quasi 33 punti a partita. Passò con la JuveCaserta dalla Serie A2 fino alle finali scudetto, conquistò una Coppa Italia e raggiunse la finale di Coppa delle Coppe contro il Real Madrid. Un’epopea sportiva che aveva trasformato una città del Sud in un nome conosciuto in tutta Europa. Nel 2016 Schmidt aveva ricevuto la cittadinanza onoraria di Caserta, tornando al PalaMaggiò tra le lacrime e il calore di migliaia di tifosi. Intitolare a lui un impianto scolastico non è solo un omaggio doveroso: è un modo per consegnare alle generazioni future la memoria di uno sport capace di costruire identità collettiva, senso di appartenenza e orgoglio di comunità.
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