
Tutto è iniziato lo scorso 29 luglio. Un 17enne ha accoltellato dei bambini a Southport, uccidendone 2 e ferendone 9. Da lì in poi, sebbene le forze dell’ordine hanno affermato che non si tratta di un attacco “legato al terrorismo”, c’è stata una escalation di disordini di estrema destra in tutto il paese. Adesso il Regno Unito attende Starmer e la soluzione che deciderà di adottare.
Nelle ultime ore i disordini sono stati registrati in diverse città del Regno Unito. Mentre Starmer parlava, a Rotherham la polizia ha dovuto lottare per trattenere una folla di rivoltosi di estrema destra che stavano cercando di fare irruzione in un hotel Holiday Inn Express che ospitava richiedenti asilo.

Ci sono stati scontri anche a Middlesbrough, dove i manifestanti hanno distrutto le finestre di case e auto e attaccato la polizia. A Bolton, invece, c’è stata una contro-manifestazione in cui un gruppo di 300 persone ha marciato gridando di “Allahu Akbar”. Altri scontri simili sono poi avvenuti anche a Southport, Belfast, Hartlepool, Hull, Liverpool, Stoke-on-Trent, Nottingham e Sunderland durante tutta la settimana.
Ma la cosa che ha portato davvero i manifestanti di estrema destra a scendere in strada è stato un vero e proprio appello alle armi. L’accoltellamento del 29 luglio era stato presentato come un attacco terroristico da parte di un giovane musulmano; poco dopo però, ciò è stato attestato come una fake news. Diffuso sui social media, il messaggio ha un attore chiave: si tratta di Stephen Yaxley-Lennon, un agitatore estremista di lunga data che si fa chiamare Tommy Robinson, capo della English Defence League, un’organizzazione islamofoba di estrema destra che la polizia del Merseyside ha ricollegato a una violenta protesta a Southport martedì, un giorno dopo l’accoltellamento.
Dopo un mese dall’insediamento a Downing Street, Starmer si trova ad affrontare la prima crisi del suo mandato. Il premier ha presentato una serie di misure al termine della riunione del comitato per le emergenze Cobra, tenutasi lunedì 5 agosto, promettendo di schierare un “esercito di agenti di polizia specializzati”, senza ricorrere alle forze armate (come era già stato evocato). Inoltre, si parla di infliggere “condanne rapide” tramite le corti di giustizia ai responsabili delle violenze. Nel frattempo, il numero di arrestati si attesta attorno alle 400 unità.
“Questa non è una protesta, è pura violenza e non tollereremo attacchi alle moschee o alle nostre comunità musulmane“, ha aggiunto il primo ministro laburista che ha respinto la proposta giunta da alcuni deputati di riunire il Parlamento, chiuso per la pausa estiva. Starmer ha giurato di porre fine al caos dicendo che la polizia di tutto il Regno Unito riceverà maggiori risorse. Inoltre, coloro che hanno partecipato alle proteste dovranno affrontare “la piena forza della legge”.
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